Bellinzonese

Vaccinazione alle Scuole Nord: anziani separati dai bambini

Il Comune di Bellinzona risponde ai dubbi rivolti dall'Mps al governo sulla soluzione individuata e che sarà attiva da domani. Un allievo positivo al Covid

Bellinzona è uno dei 32 centri regionali indicati dal Cantone (Ti-Press)
21 gennaio 2021
|

È opportuno organizzare alle Scuole Nord di Bellinzona il centro vaccinazione di prossimità avvicinando le fasce di popolazione anziane ai 500 allievi e ai 50 docenti col conseguente rischio di contagi, specie se si considera che la variante inglese è estremamente contagiosa fra i giovani? L’interrogativo – cui si aggiunge la presenza di almeno un allievo di quarta risultato positivo al Covid negli ultimi giorni – viene posto al Consiglio di Stato dal Movimento per il socialismo. In attesa di apprendere la risposta governativa, aiuta a comprendere meglio la situazione la spiegazione che abbiamo sollecitato e ottenuto dal Comune. Sul piano logistico – rileva il segretario comunale Philippe Bernasconi – lo spazio scelto è quello dell’aula magna che non si trova all’interno dell’edificio scolastico ma ne è una parte laterale. Il percorso di accesso delle persone dirette alla vaccinazione, aggiunge, sarà predisposto in modo tale da risultare separato da quello abitualmente seguito da allievi e docenti, anche durante le pause e le ricreazioni, così da escludere il rischio di eventuali incroci e contatti. Quanto ai motivi che hanno indotto a optare per l’aula magna delle Scuole Nord, vengono citati il fatto di essere abbastanza centrale, di disporre di posteggi nelle vicinanze, di essere servita dai mezzi pubblici e di essere munita del collegamento internet necessario all’informatizzazione della procedura.

600 dosi e tre corsie

«Considerati questi fattori, nonché l’urgenza di dover predisporre in pochi giorni un servizio che dovrà a tutti gli effetti essere operativo da venerdì 22 adottando i dovuti accorgimenti – rileva Bernasconi – abbiamo ritenuto che quella scelta fosse la soluzione migliore». Sono 600 le dosi messe a disposizione della Città di Bellinzona in questa prima fase di vaccinazione riservata alle persone con più di 80 anni e ai loro conviventi over 75, facendo capo al prodotto Moderna che richiederà una seconda somministrazione dopo 28 giorni. Si parte domani (venerdì 22) per concludere lunedì 25 o al più tardi martedì 26 gennaio. Tre ore e mezza il mattino dalle 9 alle 12.30 e quattro ore mezza il pomeriggio dalle 13.30 alle 18. Saranno predisposte tre corsie di vaccinazione, il tutto coordinato e supervisionato da un medico e con il coinvolgimento di infermieri della Croce Verde di Bellinzona per l’esecuzione delle iniezioni.

Il coinvolgimento dei medici

Quanto al coinvolgimento dei medici, si sono incrociate nei giorni scorsi informazioni un po’ contraddittorie fra loro: da una parte fra Ordine dei medici e loro affiliati, dall’altra le indicazioni del Cantone. Quest’ultimo ha deciso di creare nei Comuni più importanti 32 centri regionali nei quali far confluire i medici messisi a disposizione. Motivo: razionalizzare il trasporto e la messa a disposizione delle svariate migliaia di dosi, che vanno gestite con le debite precauzioni. L’Ordine di categoria, e non pochi professionisti l’hanno capita così, ha invece comunicato l'eventualità di poter vaccinare nei rispettivi studi. Alla fine, prevalendo la via indicata dal Cantone, dei 18 medici messisi inizialmente a disposizione nel comprensorio bellinzonese ne sono rimasti pochi e causa delle difficoltà degli stessi a sospendere per un certo numero di ore le attività già programmate nei rispettivi studi. Riassumendo: un medico supervisionerà la vaccinazione nella palestra delle Scuole Nord durante una giornata, e un secondo medico per le restanti due o tre giornate. In questa prima fase di vaccinazione, cui ha aderito il 50% della fascia over 80 del Ticino, il paziente non sarà quindi vaccinato dal proprio medico di famiglia (questo potrebbe avvenire più in là nel tempo, non ora). In tal senso nei giorni scorsi è emerso qualche dubbio sul fatto di poter vaccinare persone anziane che non si conoscono: potrebbe dunque essere necessaria, sul posto, un'anamnesi persona per persona.

Resta connesso con la tua comunità leggendo laRegione: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔