Bellinzonese

Le Officine di Castione nella pianificazione nazionale

Chiesto l'inserimento nel Piano settoriale dei trasporti: deciderà il Consiglio federale, ancora (solo) due settimane di tempo per inoltrare le osservazioni

Il comparto di Castione dov'è previsto il nuovo stabilimento: via 80mila metri di verde e 60mila di aree già produttive (Ti-Press)
7 luglio 2021
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Gli approfondimenti giuridici, tecnici e ambientali effettuati durante gli ultimi tre anni hanno ora indotto l’Ufficio federale dei trasporti (Uft) e l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (Are) a chiedere l’inserimento nel Piano settoriale dei trasporti le nuove Officine di manutenzione previste a Castione. Un upgrade formale ritenuto necessario in virtù (o a causa, a dipendenza di come si consideri il progetto e il luogi scelto) dell’importante impatto che esso avrà sul territorio prevedendo di occupare una superficie di oltre 150mila metri quadrati costituita oggi da 80mila metri di terreno agricolo, 60mila di area artigianale/industriale e 11’500 di strade. 

Non torna alla casella di partenza

Il passo compiuto recentemente, come appreso dalla ‘Regione’, non riporta il progetto alla casella di partenza (la progettazione dello stabilimento e l’iter ricorsuale infatti proseguono), ma aggiunge una procedura parallela rispetto a quanto fatto a partire dal 2018. Viene cioè aperta – in piena estate, ciò che potrebbe scontentare qualcuno – una nuova consultazione pubblica che è ormai in corso da tredici giorni (25 giugno) e scadrà il 26 luglio. Consultazione che offre la possibilità – indistintamente a tutta la popolazione, anche quella non toccata dal progetto – di inoltrare osservazioni all’Ufficio cantonale del Piano direttore all’indirizzo di posta elettronica dt-upd@ti.ch o via posta tradizionale (via Zorzi 13, 6501 Bellinzona). In questa fase il Dipartimento del territorio fa infatti da tramite raccogliendo le varie osservazioni che dovrà poi trasmettere a Berna, dove il Consiglio federale valuterà infine se e come inserire le Officine nel Piano settoriale dei trasporti.

Solo per grandi opere

Volendo semplificare all’osso, il Piano settoriale dei trasporti – nel caso specifico la Parte infrastruttura ferroviaria con la Scheda di coordinamento 6.1 relativa a Bellinzona – è l’ambito pianificatorio che la Confederazione riserva a questo settore su scala nazionale laddove si preveda di realizzare un’opera di vaste dimensioni e con importanti conseguenze per il territorio (autostrade, tratte ferroviarie, caserme, centrali, ecc.); un po’ come accade, fatte le debite proporzioni, col Piano direttore cantonale e il Piano regolatore comunale. Sulla necessità o meno di procedere in tal senso aveva già chiesto lumi nel giugno 2018 il consigliere nazionale Ppd Fabio Regazzi. In quel momento le Ffs avevano avviato la fase di riservazione dell’area e durante l’estate all’Uft erano giunte 17 prese di posizione critiche da parte di alcuni Comuni (ad esempio i quattro della Bassa Leventina coalizzatisi presentando quale alternativa il comparto ex Monteforno di Bodio-Giornico), come pure dai proprietari fondiari a Castione, dall’Unione contadini ticinese e da alcune associazioni ambientaliste. Prese di posizione che nel frattempo hanno assunto la forma di ricorso e preso la via del Tribunale amministrativo federale, dove si trovano tutt’oggi pendenti. 

’Avevo ragione’

Dal canto suo il Consiglio federale rispondendo nell’ottobre 2018 a Regazzi indicava che gli approfondimenti giuridici erano in quel momento ancora in corso (ci sono voluti tre anni) e che durante la determinazione iniziale della riservazione d’area non era necessario procedere con delle modifiche del Piano settoriale dei trasporti. Opinione che non ha visto d’accordo l’avvocato Franco Gianoni il quale nella veste di patrocinatore del gruppo edile Mancini e Marti, che a Castione rischia di perdere un terzo della propria area lavorativa, aveva subito rimarcato la questione sia nelle proprie contestazioni iniziali, sia nel successivo ricorso interposto al Taf contro la riservazione d’area. Ora – afferma – la nuova procedura adottata «mi dà ragione, perché era chiaro sin dall'inizio che un progetto di tale portata per poter essere approvabile dalla Confederazione deve rispettare una serie di requisiti, fra cui appunto il suo inserimento nel Piano settoriale dei trasporti». 

Ma in giugno nessuno ha detto niente

Dal canto suo la giudice presidente del Taf proprio verso metà giugno ha effettuato nel comparto prescelto un approfondito sopralluogo di mezza giornata alla presenza di tutte le parti, Ffs comprese. In quel frangente tuttavia le parti non sono state informate della decisione di voler modificare il Piano settoriale dei trasporti. A questo punto l’avvocato Gianoni si chiede se la procedura cautelare pendente davanti al Taf decada e venga sostituita dalla nuova che sfocerà in una decisione del governo federale e nella Pubblicazione dei piani da parte dell’Uft su richiesta delle Ffs, fase nella quale sarebbe nuovamente possibile interporre ricorso contro il progetto e l’ubicazione. Interpellato dalla ‘Regione’, il capo della Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità, Martino Colombo, spiega che le due procedure avanzano in modo parallelo e che la modifica della Scheda di coordinamento 6.1 di Bellinzona si è resa necessaria, in base agli approfondimenti giuridici, proprio in virtù della considerevole incidenza del progetto sulla pianificazione del territorio e sull’ambiente. 

L'avvocato Gianoni inviterà il governo federale

A questo punto l’avvocato Gianoni chiederà che anche il Consiglio federale effettui un sopralluogo e confida che, prendendo visione diretta della situazione, prenda in debita considerazione le contestazioni rinunciando a Castione e optando così per la Bassa Leventina. Tuttavia nella Scheda 6.1 e nel suo rapporto esplicativo, consultabili sul sito dell’Uft, si ricorda che su sette possibili ubicazioni in Ticino, quella di Castione è risultata nettamente in testa con 240 punti e quella di Giornico seconda con 180 considerando elementi quali l’esercizio ferroviario, l'ambiente, la pianificazione del territorio e le condizioni locali. Negli ultimi tre capitoli il punteggio è pressoché identico, nel primo Castione ottiene il triplo dei voti trovandosi – al contrario di Bodio-Giornico – direttamente lungo la linea di AlpTransit, ciò che lo avvantaggia notevolmente.

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