Bellinzonese

La popolazione di Gnosca fra problemi locali ed ‘extra muros’

Durante l’incontro col Municipio molti i temi sviscerati: asilo, mensa, parco giochi, frane, ciclopiste, strade. Con uno sguardo rivolto anche alla città

9 settembre 2022
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Gnosca e le sue ‘questioncelle’ locali. Ma anche lo sguardo dei gnoschesi, 800 abitanti in tutto, sulla Bellinzona aggregata e su talune situazioni ‘extra muros’ che suscitano interrogativi e preoccupazioni fra la gente. Si è mosso su questo doppio binario, giovedì sera, il primo incontro della nuova serie di visite del Municipio nei tredici quartieri. Fra i temi generali, quello più d’attualità riguarda l’approvvigionamento elettrico. «Il nuovo progetto Sole 3.0 lanciato a fine agosto in sostituzione del ‘Sole per tutti’ terminato nel 2019 – ha spiegato il municipale Mauro Minotti – ha un ottimo riscontro, a tal punto che la nostra Azienda multiservizi ha ricevuto via e-mail molte pre-richieste di proprietari di edifici interessati a far posizionare un impianto fotovoltaico a spese di Amb, manutenzione inclusa, beneficiando così a lungo termine di una tariffa fissa interessante».

Quanto all’attuale momento delicato sul piano internazionale dal profilo dell’approvvigionamento energetico, con molte Città e Comuni pronti a spegnere i loro edifici pubblici e monumenti anche per sensibilizzare gli abitanti ed evitare sprechi, il sindaco Mario Branda ha evidenziato che il tema è sul tavolo a Palazzo civico: «Attendiamo indicazioni da Confederazione e Cantone, ma è probabile che spegneremo taluni monumenti, edifici e infrastrutture». Già ora – spiega Minotti alla redazione – i castelli vengono spenti all’una di notte; in inverno, bassa stagione turistica, si potrebbe non accenderli del tutto; un altro paio di maniche è l’illuminazione pubblica delle strade, considerata l’esigenza in materia di sicurezza: «Decideremo nelle prossime settimane». È stato poi ricordato che si trova a buon punto l’iter per costruire (il Consiglio comunale si esprimerà sul credito necessario il 26 settembre) la centrale di Giubiasco che lavorando gli scarti verdi di Bellinzonese e Locarnese, in collaborazione con la Sopracenerina, venderà il biogas ricavato alla società Metanord che si occupa della distribuzione nel comprensorio. Pure sottolineata la lungimiranza con cui Amb ha saputo stipulare contratti di fornitura energetica a lungo termine, riuscendo così a contenere al minimo il balzello nella bolletta elettrica.

Droga in stazione e la cantonale di Galbisio

Sempre in materia di temi generali, una giovane fra le 35 persone presenti in sala ha invitato l’esecutivo a tenere adeguatamente sott’occhio la scena dello spaccio di droga che sembra essere evidente nelle vicinanze della stazione ferroviaria cittadina: il sindaco si è detto cosciente della situazione e ha spiegato che la Polizia comunale e quella cantonale collaborano nel contenere il fenomeno e individuare i responsabili: «Un lavoro difficile e non sempre percepibile dalla popolazione, ma che viene fatto. Raccogliamo comunque la sollecitazione odierna e verificheremo la situazione». L’ex sindaco di Gnosca, Franco Gianoni, ha quindi sollecitato il Municipio a mobilitarsi affinché si migliori la circolazione stradale sulla strettissima cantonale che attraversa Galbisio, magari inserendo un senso unico e deviando l’altro senso su via Sottomontagna: il vicesindaco Simone Gianini ha però fatto notare che quest’ultima è una strada comunale caratterizzata da un quartiere abitato che mal digerirebbe il riversamento di metà del traffico; ha inoltre aggiunto che il Cantone ha ripetutamente respinto la richiesta d’inserire il limite di 30 km/h trattandosi di una strada cantonale di collegamento.

I virtuosi non premiati: perché

Sempre Gianoni ha posto la cosiddetta ‘domanda impossibile’, volta a sapere se il Municipio nel pianificare gli investimenti nei quartieri tiene conto o no delle situazioni fortemente debitorie lasciate da taluni ex Comuni aggregatisi; detto altrimenti, quelli più virtuosi come Gnosca non potrebbero venire premiati? Branda e colleghi, in particolare il capo delle Finanze Fabio Käppeli, hanno replicato spiegando che s’investono 25 milioni netti all’anno in progetti ritenuti importanti, e in taluni casi irrinunciabili, per tutta la collettività aggregata, a cominciare dalle urgenze puntuali e dai bisogni concreti le cui risposte vengono pianificate a medio e lungo termine e non improvvisate e nemmeno elaborate in base al presunto vecchio merito.

Nuovo asilo ‘non ora’

E proprio qui ha fatto breccia la richiesta, ribadita ancora recentemente in una seconda interpellanza, affinché l’asilo con ormai 50 anni sul groppone venga completamente risanato e ampliato o sostituito: al momento però il Municipio ha ribadito di non voler costruire un nuovo edificio in tempi brevi, optando per delle migliorie puntuali che garantiscano altri 15 anni di vita, per poi avviare una riflessione su come si potrebbe in futuro adeguare gli spazi ai reali bisogni, questo considerando anche gli investimenti importanti e ritenuti più urgenti per esempio nelle sedi scolastiche Nord che hanno cent’anni di vita (cantiere al via l’anno prossimo), Sud e Sementina (qui l’iter era rimasto bloccato otto anni a causa di ricorsi), come pure alla Gerretta dove si registra un’esplosione demografica (in arrivo nel settembre 2023, vicino allo stadio, 2+4 sezioni provvisorie di Asilo ed Elementari).

Sempre in ambito scolastico alcune mamme hanno lamentato le lungaggini per la realizzazione di un parco giochi («una soluzione è prevista accanto al Centro scolastico e non in tempi biblici», ha detto Giorgio Soldini) e la disponibilità di soli dieci posti nella mensa delle Elementari, ciò che esclude molti potenziali utenti i cui genitori, così facendo, non riescono a conciliare lavoro e preparazione dei pasti al domicilio. Una lettera ricevuta recentemente dal Municipio su questo tema fa storcere il naso a molte famiglie, secondo cui i loro appelli sarebbero stati ignorati. Gianini ha però ricordato che il problema dei posti mancanti nelle mense riguarda un po’ tutti i quartieri e deve fare i conti con le disposizioni cantonali in materia. Il presidente dell’Associazione di quartiere, John Gianetta, ha comunque rimarcato che il Municipio si è attivato per rispondere adeguatamente alle richieste.

Uno studio per gli scoscendimenti

Per concludere, altri temi toccati: le colline fonoassorbenti previste per ridurre il rumore autostradale potrebbero inserirsi in un eventuale parco fluviale immaginabile a nord di Bellinzona; lo stand di tiro della polizia verrà smantellato non appena pronto quello del Monte Ceneri (2026?); uno studio definirà sulla montagna di sponda destra da Moleno a Gudo i punti critici franosi così da impostare i dovuti interventi di premunizione; e l’inserimento di ciclopiste verrà valutato nell’ambito del prossimo Programma di agglomerato, quello di quinta generazione (nel frattempo si dovrà continuare a far capo alle strade agricole che non presentano comunque gli stessi conflitti presenti sul Piano di Magadino).

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