Locarnese

Gordola, la Compodino fa paura: interrogazione urgente

La domanda di costruzione pubblicata dal Comune di Locarno preoccupa il Plr che chiede al Municipio gordolese se intende opporsi

Ti-Press
18 febbraio 2019
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Da una parte l'annosa illegalità che il Municipio di Locarno tenta di risolvere riavviando l'iter, come fatto nei giorni scorsi, tramite la pubblicazione di una domanda di costruzione in sanatoria per l'impianto situato sul Piano al confine con Gordola. Dall'altra i gordolesi che temono, qualora la procedura dovesse sfociare in una conferma dell'illegalità, la perpetuazione delle note e odiate puzze provocate – così sostengono – dalla Compodino che raccoglie e trasforma rifiuti vegetali. Da qui l'interrogazione urgente che i consiglieri comunali Cosimo Lupi e Gabriele Balestra a nome del gruppo Plr di Gordola presentano ora al Municipio locale. Partendo però da un dato di fatto, è cioè che l'ipotesi di trasferimento è sfumata avendo in gennaio il Gran Consiglio bocciato la variante di Piano d’utilizzazione cantonale del Parco del Piano di Magadino per l’insediamento dell’impianto di compostaggio d’importanza sovracomunale in zona Pizzante. “Il rapporto della commissione parlamentare – rammentano oggi Lupi e Balestra – proponeva la cessazione dell’attività della Compodino indicando le possibili alternative per far fronte alle esigenze delle due regioni. Scartato il risanamento con lo spostamento al Pizzante, l’azienda dovrà chiudere entro il 2023, assicurando il periodo di transizione e garantendo il recupero del terreno agricolo”. Tuttavia, ora, la domanda di costruzione apre nuovi ipotetici scenari. E preoccupazioni: “Il tema dell’inoltro della domanda di costruzione è già stato discusso dall’Esecutivo” di Gordola?, chiedono Lupi e Balestra: “Il Municipio intende presentare opposizione alla stessa? In caso contrario, sulla base di quali considerazioni?”.

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