Luganese

Coronavirus, alla clinica Moncucco paziente cinese in isolamento

A Sorengo accertamenti per un uomo tornato dalla Cina. Merlani: non è la prima volta che il protocollo viene attivato in Ticino. Nessun caso registrato

Ti Press
(In Svizzera il coronavirus non c'è)
7 febbraio 2020
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Oggi alla clinica Moncucco di Lugano un paziente asiatico che ha mostrato dei sintomi d'influenza, è stato posto in isolamento e sottoposto a un test precauzionale, i cui risultati sono attesi per domani. È insomma stato dato seguito al protocollo. Un protocollo messo in atto finora in Svizzera per circa 200 pazienti e per tutti il test ha dato esito negativo. La notizia è stata pubblicata dal portale Tio. Stando a quanto appreso da laRegione, il paziente è cinese.

Da noi interpellato in serata, il medico cantonale Giorgio Merlani ha tenuto a precisare che il virus in Svizzera non c'è: fra i duecento casi sospetti registrati sinora a livello nazionale, inclusi pazienti ticinesi, tutti i test hanno infatti avuto esito negativo. Il paziente ricoverato ieri, rientrato dalla Cina, è stato depistato per precauzione. Come per casi analoghi verificatisi in altri Cantoni, l'uomo, presentatosi alla Clinica Luganese Moncucco a Sorengo, è stato messo in isolamento dal momento che presentava sintomi influenzali e tornava dalla Cina: sono dei sospetti che il sistema sanitario riconosce per tutelare la salute pubblica e per evitare il contatto con altre persone.

Per precauzione il paziente è stato sottoposto al test e domani si conosceranno i risultati. Se i test saranno negativi, sarà dimesso. 

I due svizzeri in quarantena sulla nave Diamond Princess stanno bene 

Intanto, i due cittadini svizzeri posti in quarantena sulla "Diamond Princess" ancorata nel porto giapponese di Yokohama a causa del coronavirus e quelli sotto sorveglianza a Marsiglia (5 Svizzeri e 3 famigliari), provenienti dalla Cina, stanno bene. Lo ha dichiarato oggi ai media Hans-Peter Lenz, responsabile del Centro di gestione delle crisi del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae). A suo conoscenza, nessuno svizzero si trova invece sull'altra nave da crociera posta sotto sorveglianza nel porto di Hong Kong.

I cittadini Svizzeri che hanno deciso di rimpatriare lo scorso 3 febbraio con un volo organizzato dalla Francia in partenza dalla Cina, stanno pure bene, ha affermato Lenz, sulla base di quanto riportatogli dal console elvetico a Marsiglia. "Certo non tutti sono felici di stare in isolamento, ma almeno possono leggere e comunicare con i famigliari in Svizzera", ha sostenuto.

Hans-Peter Lenz ha anche voluto ringraziare nuovamente la Francia per l'aiuto prestato, spiegando che è ancora troppo presto per dire se le persone coinvolte dovranno accollarsi parte dei costi. Una volta terminata la quarantena, due persone torneranno a casa da sole; le altre hanno chiesto l'aiuto del dipartimento. In merito alla coppia di Svizzeri sulla nave da crociera ferma a Yokohama, Lenz ha precisato che di loro si occupa la rappresentanza elvetica in Giappone.

Nessun caso sospetto all'aeroporto di Ginevra

E finora all'Aeroporto di Ginevra non è stato identificato nessun passeggero sospettato di essere contaminato dal nuovo coronavirus. Lo ha indicato stamane Madeleine von Holzen, portavoce dello scalo, precisando che sono state adottate una serie di misure informative per i viaggiatori.

Tre voli settimanali della compagnia Air China collegano Pechino a Ginevra. L'aeroporto si è detto pronto ad affrontare l'eventuale arrivo di un passeggero malato. Le procedure adottate sono state elaborate assieme alle autorità sanitarie. Cointrin dispone anche di un piano d'urgenza in caso di pandemia, ma la situazione attuale non rende necessaria una sua attuazione, ha precisato la portavoce.

 

Edificante la situazione generale in Svizzera: nessuno positivo al test


Per quanto riguarda la situazione generale e ciò che si sta facendo in Svizzera, l'Ufficio federale della sanità pubblica segue il problema da vicino. Virginie Masserey, responsabile della sezione controllo delle infezioni, ha ribadito che dei 200 casi sospetti in Svizzera nessuno è risultato positivo al test. Se in Cina si può parlare di epidemia, ciò non è il caso per il resto del mondo, tanto meno dell'Europa.

Ad ogni modo, è stata rafforzata l'informazione a bordo degli aeroplani che collegano la Cina alla Svizzera (c'è ancora un volo su Ginevra). In questo caso, i passeggeri vengono informati sul virus già nell'apparecchio e su come comportarsi in caso di sintomi sospetti. I viaggiatori devono lasciare anche un recapito per essere avvertiti qualora qualcuno, presente sul medesimo velivolo, si dovesse ammalare.

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