Luganese

Scalo, Lugano mette mezzo milione per il piano sociale

Il Municipio licenzia il messaggio. Altri 430 mila franchi per riprendere la sostanza di Lasa e 930 mila per la transizione verso i privati.

Il sindaco con una quindicina di dipendenti dello scalo stamattina (Ti-Press)
14 maggio 2020
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Stamattina, ha interrotto la seduta di Municipio per incontrare una delegazione di ex dipendenti di Lugano Airport Sa (Lasa) il sindaco di Lugano Marco Borradori. Una seduta durante la quale l'esecutivo ha affinato il messaggio da sottoporre al Consiglio comunale nella seduta del 2 giugno. Un messaggio che prevede anche un Piano sociale a favore degli ex dipendenti per il quale la Città è pronta a stanziare mezzo milione di franchi, cifra che è pure disposta a negoziare con i sindacati Ocst e Unia. Il documento arriverà ai membri della commissione della Gestione domani: non è stato presentato nel dettaglio per evitare i rimproveri legati alla diffusione di informazioni prima alla stampa, poi ai consiglieri comunali.

Un messaggio con tutte le spiegazioni

Oltre alla novità del Piano sociale, il messaggio, ha spiegato il sindaco, «include la spiegazione della decisione di anticipare la procedura di liquidazione e i motivi per cui non sono stati depositati i bilanci di Lasa». Segnalata pure l'ordinanza cantonale Covid-19 che ha dato mano libera al CdA di Lasa e all'esecutivo nella scelta che consentirà di tacitare i creditori. Il messaggio contiene anche quello che dovrebbe succedere nei prossimi mesi fino alla fine 2020, ossia la transizione verso una gestione dello scalo ai privati (come peraltro chiesti dal Consiglio comunale lo scorso novembre), con una partecipazione pubblica e gli scenari possibili se i due referendum non fossero stati annullati per decisione politica.

Botrradori: 'Pronti ad aumentare la cifra'

Il messaggio non ha la clausola d'urgenza «ma il Consiglio comunale potrà sempre inserirla se lo ritiene necessario», ha proseguito il sindaco che poi è tornato a parlare del Piano sociale. «Ai dipendenti che andranno al beneficio della disoccupazione dal prossimo mese di giugno e riceveranno l'80% del salario, la Città potrebbe versare quel 20% di differenza. Abbiamo calcolato 70-80mila franchi al mese. Da questo ragionamento si arriva a quasi 500'000 franchi (quale gestione corrente) che noi abbiamo arrotondato a mezzo milione per una durata di sei mesi e siamo pronti ad aumentare la cifra, nel caso la Gestione ci invitasse a stanziare più soldi, e avviando una negoziazione con i sindacati», ha commentato Borradori.

Moralmente, il Cantone è tenuto a partecipare

«Auspichiamo l'intervento del Cantone, che moralmente dovrebbe essere tenuto a partecipare, anche se probabilmente, a livello giuridico, forse non sarebbe obbligato. Noi, la nostra parte la faremo fino in fondo e chiederemo informalmente al Cantone di fare il suo». Un impegno che avrebbe dovuto essere assunto da Lasa ma come noto la società non ha soldi in cassa. Un'altra novità è rappresentata dal cambiamento di statuto della Cassa pensioni dei dipendenti di Lugano (Cpdl). Una modifica che consentirà agli ex dipendenti di Lasa con 55 anni o più (in totale sono 19 quelli che hanno raggiunto l'età) di andare in pensione anticipata. Alcuni ex impiegati hanno nel frattempo trovato un altro lavoro, mentre la Città è pronta ad assumerne nell'ambito dei concorsi pubblici in pubblicazione.

Serviranno altri 1,360 milioni di franchi

Per la transizione che durerà presumibilmente i prossimi sei o sette mesi, la Città ha previsto un altro credito di 430 mila franchi, soldi che serviranno ad acquisire la sostanza fisica (veicoli, infrastrutture e altro) di Lasa. Altri 930 mila serviranno invece per garantire come detto la transizione verso una gestione dell'aeroporto con una società in cui i privati sono gli attori protagonisti mentre l'ente pubblico mette a disposizione i terreni e le infrastrutture.

 

 

 

 

 

 

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