Luganese

Superfici ‘a uso ufficio’ in discesa libera nel Sottoceneri

Flessione del 23% a Lugano sulla scia del calo dell’occupazione nei rami dell’informatica e della consulenza, e del 29% a Mendrisio

Più lavoro, meno uffici
(Ti-Press)
8 dicembre 2021
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Nonostante il telelavoro la domanda di uffici sta tenendo meglio del previsto in Svizzera e una volta archiviati alcuni trimestri difficili tornerà a lungo termine ad aumentare, spinta dalla digitalizzazione: lo sostiene uno studio pubblicato da Credit Suisse. Il Ticino e i Grigioni sono però in controtendenza, con un forte calo previsto a Lugano. Mentre a Londra o a New York gli annunci di superfici in affitto sono aumentati vertiginosamente sulla scia della crisi del coronavirus, in Svizzera il tasso di disponibilità di uffici nel secondo trimestre 2021 ha registrato solo un aumento moderato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando dal 5,5% al 5,8%.

Gli investitori si mostrano comunque molto cauti: sulla base delle licenze edilizie, la futura attività di costruzione di uffici registrerà a livello nazionale ancora un 17% in meno rispetto al valore medio di lungo termine, con una flessione marcata soprattutto nei grandi centri. Nei prossimi anni la domanda di superfici probabilmente risentirà del fatto che sempre più aziende, anche una volta passata la pandemia, consentiranno ai loro collaboratori di lavorare parzialmente da casa. Gli economisti di Credit Suisse ritengono che a medio termine il telelavoro comporterà una diminuzione del fabbisogno di superfici a uso ufficio di circa il 15%.

Diversa è però la situazione sul lungo periodo: la crescita dell’occupazione, unita alla crescente digitalizzazione di tutti i settori della vita e del lavoro, contribuisce ad aumentare in tutti i campi la percentuale dei dipendenti con un impiego in ufficio. Negli anni dal 2000 al 2019 in Svizzera la quota media relativa agli uffici è salita dal 34 al 45%: secondo il modello realizzato da Credit Suisse fino al 2060 dovrebbe continuare a crescere, salendo fino al 60%. Con il tempo, questo effetto dovrebbe quindi sovrapporsi alla tendenza opposta dell’home office. Nell’immediato ci sarà però da soffrire, nell’ottica dei proprietari di stabili: gli esperti prevedono un nuovo aumento dell’offerta, soprattutto per le superfici di grandi dimensioni e periferiche. Crescerà quindi lo sfitto e vi sarà una persistente pressione sui canoni di locazione.

Inoltre quello che vale per l’insieme della Svizzera non è per forza vero anche a livello regionale. Nelle mappe pubblicate tutti i distretti ticinesi e grigionesi presentano una tonalità cromatica di blu, che segnala un calo delle superfici a uso ufficio fra il 2019 e il 2060. Per il Ticino vengono espressamente citati singolarmente i casi di Lugano, dove gli esperti si aspettano una flessione del 23% sulla scia del calo dell’occupazione nei rami dell’informatica e della consulenza, nonché di Mendrisio, che dovrebbe vedere una contrazione del 29%. Nei Grigioni particolarmente sotto pressione appaiono la regione dello Schanfigg (-31%) e il Prättigau (Prettigovia, -24%).

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