Luganese

Ex Macello, ‘un dovere chiarire le contraddizioni’

La sezione Ps di Lugano sul decreto di abbandono: ‘Restano aperte tante questioni. Qualcuno dovrà metterci la faccia e assumersi le responsabilità’

Questione politicamente tutt’altro che chiusa per i socialisti
(Ti-Press)
10 dicembre 2021
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Non esprime stupore la sezione socialista di Lugano in merito al decreto d’abbandono deciso dal procuratore generale Andrea Pagani, titolare dell’inchiesta penale sull’ex Macello. Il Ps si dice invece sorpreso per il “voltiamo pagina”, “ma non è ancora giunto il momento: restano aperte tante questioni, in sospeso molte domande ed emergono contraddizioni di ordine logico e politico”. Secondo i socialisti, “sarebbe intollerabile e scorretto nei confronti delle cittadine e dei cittadini se nessuno ci mettesse la faccia e si assumesse la responsabilità istituzionale e politica di questa triste (per noi per nulla archiviata) pagina di Lugano”. Chiarire le contraddizioni, scrive il Ps, “dovrà essere un dovere, così che chi ha sbagliato o non ha saputo gestire in modo opportuno e professionale la situazione si assuma la piena responsabilità. Questo dovrebbe interessare tutti, poiché non riguarda solo l’ex Macello, ma in generale come viene amministrata la cosa pubblica da coloro che ci rappresentano”. I socialisti ritengono inaccettabile che la vicenda venga chiusa così: “La parola dell’anno 2021 per il Municipio sarà pasticciare”. È inammissibile che si concluda con un semplice “lo scopo era tutelare l’incolumità dei presenti. È una scusante poco credibile che certamente non giustifica né quanto fatto né le modalità impiegate”.

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