Mendrisiotto

Un centesimo per l'acqua in Città, progetti vitali in Africa

Mendrisio destina il contributo di 20mila franchi alle Associazioni Minondou Togo di Balerna e Kammea di Riva San Vitale

Un momento da ricordare
13 luglio 2021
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'L'acqua è democrazia'. Il municipale Massimo Cerutti, a capo delle Aziende industriali (Aim) della Città, cita Nelson Mandela per ricordare una verità urgente oggi più di ieri. Non in tutte le parti del mondo, infatti, basta aprire un rubinetto per avere accesso all'acqua potabile. Quell'oro blu a portata di mano dalle nostre parti, irraggiungibile in tanti villaggi africani. È così che dal 2006 il Municipio di Mendrisio destina un centesimo per ogni metro cubo di acqua consumato dalla comunità locale a chi opera nei Paesi in via di sviluppo. Quest'anno su proposta dello stesso Cerutti il contributo nella sua massima espressione - 20mila franchi coperti a metà da Comune e Aim - è stato assegnato in egual misura a due Associazioni della regione, Minondou Togo di Balerna e Kammea di Riva San Vitale.

In Togo è questione di igiene e salute

Basta poco (anche un centesimo alla volta) per dare modo a popolazioni già provate di poter contare su acqua sicura, igiene e salute. Diritti fondamentali che è importante condividere, seppur a distanza. A portare il messaggio e l'aiuto di Mendrisio sono volontari e operatori. Una missione, la loro, fa capire il municipale, che merita di essere conosciuta dalla cittadinanza, che bisogna continuare a sensibilizzare. Il video inviato dal Togo la dice lunga sull'importanza degli aiuti inviati attraverso l'Associazione Minondou Togo, realtà dal 2019, grazie a questa iniziativa. I suoi 10mila franchi serviranno, infatti, per costruire quattordici latrine (tipo ecosan) in tre villaggi nella regione dei Plateaux, a 120 chilometri dalla capitale Lomé. Il progetto, intitolato 'Igiene e salute', come spiega Franca Realini, si prefigge di migliorare le condizioni di vita dei 631 abitanti del posto. Lì vivono le popolazioni più povere ed emarginate del Paese. E poter contare su dei servizi igienici, significa preservare il pozzo da contaminazioni, allontanando così anche il rischio di malattie. Gli stessi residenti sono parte integrante di una operazione che per finire restituisce persino il fertilizzante da spargere sui campi.

Un pozzo d'acqua dolce per l'ospedale in Tanzania

Per l'Associazione Kammea non è la prima volta. Già nel 2011 Mendrisio aveva sostenuto le loro attività, che nel frattempo dalla Tanzania si sono spostate anche in Etiopia. Questa volta, fa sapere Nadia Ferrari, che con Elvezio Pagani è parte integrante dell'Associazione rivense, i 10mila franchi ricevuti da 'Un centesimo per l'acqua' saranno utilizzati per scavare un pozzo artesiano a favore dell'ospedale di Makiungu in Tanzania. Solo così, attingendo dalla falda in profondità, è possibile infatti assicurare acqua pulita. I tre pozzi esistenti, in effetti, sono di acqua salata. Un'altra missione possibile, dunque, dopo che in passato si era riusciti ad ampliare l'acquedotto di un'altra struttura sanitaria in altura. 

Consumi stabili in Città

Tutti interventi, quelli scelti da Mendrisio, che danno la misura della situazione idrica in Africa e ci convincono di quale privilegio sia avere a disposizione acqua potabile e sicura. Ciò ci responsabilizza, altresì, sugli sprechi e la tutela delle fonti. Va detto, come conferma il direttore delle Aim Gabriele Gianolli, che in questi ultimi anni i consumi mendrisiensi si sono stabilizzati. Il contributo di 20mila franchi traduce, di fatto, 2 milioni di metri cubi d'acqua l'anno. Un quantitativo, annota il direttore, su cui la Città si è però assestata da quando è tale, il 2013. Insomma, ribadisce, «il trend dei consumi idrici non è all'aumento». Ed è buon segno.

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