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Nascono gli Esterefatti del rione Excelsior di Chiasso

Fusione nel mondo del Carnevale: il nuovo rione manterrà le tradizioni dei due gruppi. Presentazione ufficiale il 15 giugno

Gli Esterefatti durante il corteo mascherato del 2020
(archivio Ti-Press)
13 maggio 2022
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Unirsi e collaborare per guardare con fiducia al futuro. Anche nel mondo del Carnevale Nebiopoli di Chiasso. Lo sanno bene il rione Excelsior e il gruppo Esterefatti che, è storia di questa settimana, hanno deciso di fondersi, dando così vita all’associazione ‘Esterefatti del Rione Excelsior’. Fortemente legato nel passato a don Willy, negli ultimi anni il rione ha rischiato di sparire complici le forti difficoltà organizzative in cui si è ritrovato. L’unione ha ovviamente trovato la ‘benedizione’ del comitato Nebiopoli. «Era da un po’ che se ne parlava – spiega il presidente Alessandro Gazzani –. Quello degli Esterefatti, che quest’anno festeggia i 20 anni, è un gruppo importante che voleva crescere. È stato lo stesso rione ad avvicinarli e fare la proposta». Già durante l’organizzazione del Carnevale light di quest’anno, «abbiamo sorvegliato la situazione, che mi piace molto, e aiutato a concretizzarla». Il nuovo rione manterrà le tradizioni dei due gruppi proponendosi alla Città come organizzatore di eventi con la sua specializzazione gastronomica – il rione Excelsior ha sempre curato la preparazione di polenta e spezzatino – e come partecipante alle sfilate di Carnevale, ma soprattutto come importante parte integrante della storia del Nebiopoli. Durante l’assemblea il neoeletto presidente Livio Roventi ha voluto ringraziare il presidente del rione Cesare Morza e il suo comitato e il presidente fondatore degli Esterefatti Michele Pavan. La presentazione ufficiale del nuovo rione si terrà il 15 giugno con una festa in piazza Indipendenza.

‘Un bel segnale per il futuro’

I rioni del Carnevale di Chiasso rappresentano da sempre la forza della manifestazione. «Questa unione rappresenta sicuramente un bel segnale per il futuro – continua Gazzani –. Avevamo due rioni presenti e due in difficoltà. Ora passiamo a tre forti e presenti e uno (il rione Cucù che è comunque sempre attivo durante eventi e manifestazioni) che fa fatica a trovare giovani e persone che mettano a disposizione il loro tempo per gli altri». Il lavoro, insomma, «non è ancora finito». Il ritorno del rione Excelsior «porta anche nuovi stimoli che permetteranno di migliorare l’immagine del Nebiopoli in tutto il cantone – aggiunge il presidente –. Oltre a essere impegnato in varie attività in città, il rione La Maccheronata ha un gruppo giovani che si sta adoperando per tornare a sfilare. Discorso analogo per il Gruppo Urani, che quest’anno compie 90 anni, che ha a sua volta un gruppo giovani. Excelsior sono dei costruttori già rinomati che veicoleranno ancora di più la nostra immagine». Guardando al futuro, «è bello poter pensare che ci saranno due o tre rioni che parteciperanno anche alle sfilate di altri eventi nel cantone». Il ritorno di un rione forte non può che «alimentare la vita carnascialesca di Chiasso e contribuire alla vita sociale del Mendrisiotto», annota il presidente.

Distribuiti 10mila franchi di ingaggi

Per l’edizione 2022 il Nebiopoli ha registrato un utile nella ragione di una decina di migliaia di franchi «e lo fa in virtù anche dell’importante distribuzione di ingaggi a tutti quei gruppi, carri e guggen che hanno comunque aderito all’edizione 2022 in forma non classica». Il comitato direttivo – sottolinea ancora Gazzani – è fiero di aver distribuito questa somma nel mondo del Carnevale. Importi molto importanti per la sopravvivenza di molti di questi gruppi». Dopo l’esperienza con l’edizione light – dove non si sono registrati incidenti – a rendersi necessarie sono riflessioni sulla modalità dell’evento. «Non possiamo sentirci tranquilli a pensare il Carnevale in futuro in questa modalità e ragioneremo comunque su delle vie di mezzo tra la classica forma e quanto messo in vigore per il 2022». Guardando alla possibile situazione sanitaria del prossimo inverno, conclude Alessandro Gazzani, «crediamo in un ritorno alla normalità che permetterà di programmare l’edizione 2023 nel normale periodo carnascialesco e stiamo lavorando in questo senso». Il punto della situazione con le autorità cantonali e comunali verrà fatto in autunno.

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