Ticino

Influencer, Bertoli: ‘La serata non era volta a promuoverli’

Il direttore del Decs in Gran Consiglio risponde a Ferrari (Pc): ‘Non è una professione. Ma è qualcosa che tocca i giovani, parliamone con sguardo critico’

La serata oggetto dell'interpellanza si è tenuta alla Città dei mestieri (archivio Ti-Press)
17 febbraio 2020
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Gli influencer sbarcano in Gran Consiglio. E vengono ridimensionati. Nel senso che Manuele Bertoli, direttore del Dipartimento educazione, cultura e sport rispondendo a un’interrogazione di Lea Ferrari (Pc) ha messo i puntini sulle i. Oggetto del contendere, la serata sugli influencer che ha inaugurato le attività della neonata Città dei Mestieri, che ha fatto salire sulle barricate il Partito comunista. «La serata non era volta a promuovere l’attività di influencer, che non è una professione e non può definirsi tale, ma per affrontare con sguardo critico qualcosa che tocca le giovani generazioni e fa parte della realtà attuale, piaccia o non piaccia» risponde Bertoli in aula. E sulle critiche piovute sulla Città dei Mestieri replica: «Il calendario testimonia quale sia l’orientamento, la scelta di questa serata facoltativa potrà non essere condivisibile, ma non delegittima tutte le altre professioni di cui si parlerà».

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