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Pianificazione anziani, in Gestione si allungano i tempi

Il Plr sollecita ulteriori approfondimenti. Gianella: ‘Valutare le richieste dei Comuni legate a Ticino 2020 e serve una valutazione completa a 360 gradi’

C’è maretta
(Ti-Press)
11 ottobre 2022
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Pianificazione integrata per gli anziani, la commissione parlamentare della Gestione decide di sentire, in un’unica audizione, i consiglieri di Stato Raffaele De Rosa, Christian Vitta e Norman Gobbi, direttori rispettivamente dei dipartimenti Sanità e socialità, Finanze ed economia e Istituzioni. La Gestione, riunitasi in mattinata, ha così accolto la proposta di Paolo Pamini. «Li ascolteremo insieme per chiarire una volta per tutte alcuni aspetti della pianificazione prospettata dal Consiglio di Stato – spiega il deputato dell’Udc –. Parliamo d’altronde di un progetto estremamente importante, considerato il progressivo invecchiamento della popolazione ticinese, ma con un impatto finanziario rilevante sia per i Comuni sia per il Cantone, il cui Preventivo presenterà verosimilmente, rispetto a quello presentato dal governo, un disavanzo maggiore: di oltre 200 milioni di franchi, se la Banca nazionale svizzera, come è probabile, non verserà i 137 milioni previsti. Sentiremo quindi Vitta per la sostenibilità finanziaria della pianificazione, De Rosa in quanto titolare del dossier e Gobbi per la riforma Ticino 2020». Aggiunge Pamini: «Sarà l’occasione, mi auguro, per fare una discussione a trecentosessanta gradi».

Guerra: ‘Occorre coesione’

Stando al messaggio governativo, varato lo scorso dicembre, la nuova pianificazione 2021-2030, in soldoni, prevede l’aumento del 26% dei posti letto nelle case anziani (circa 1’200 unità), di sviluppare i servizi di appoggio e incrementare di 740mila ore l’offerta di cure a domicilio. Il costo, annuale, per l’ente pubblico sarà di 340 milioni: il 20% a carico del Cantone, l’80% a carico dei Comuni. I quali, rispetto al 2019, dovrebbero spendere circa 100 milioni in più l’anno. L’audizione in commissione dei tre ministri dovrebbe tenersi martedì 25. «L’obiettivo condiviso da tutti in Gestione è di presentarsi il più uniti possibile davanti al Paese su un dossier assai sensibile», evidenzia il leghista Michele Guerra, incaricato dalla Gestione, con il socialista Ivo Durisch, di allestire un preavviso sulla pianificazione all’indirizzo della commissione parlamentare Sanità e sicurezza sociale.

Gianella: ‘Sul principio siamo d’accordo, ma la valutazione sia a 360 gradi’

«Dal nostro punto di vista questa pianificazione è sicuramente molto importante, va fatta perché i bisogni della società stanno cambiando e bisogna stare al passo: Sul principio siamo d’accordo». Sgombra il campo così la capogruppo del Plr Alessandra Gianella, la quale sottolinea che «il nostro punto di domanda è capire se visto che da parte dei Comuni erano state sollevate alcune perplessità sulle tempistiche e il legame con il progetto di riforma ‘Ticino 2020’ e sui contenuti, vogliamo sapere se nel frattempo ci son stati dei chiarimenti con il Consiglio di Stato». In più, continua Gianella, «anche sulla notizia del finanziamento degli Spitex che è sotto la lente di controllo della Commissione federale per la concorrenza (notizia anticipata da ‘laRegione’ il 29 settembre, ndr.) vorremmo sapere se ci sono novità, e sapere compiutamente cosa stia succedendo».

Poi, va da sé, «più in generale, vista la situazione finanziaria, con un preventivo e un Piano finanziario non proprio rosei per noi è importante che venga fatta una valutazione a 360 gradi, visto che la pianificazione comprenderà i prossimi anni occorre sapere se l’ottimizzazione delle spese è stata fatta nel migliore dei modi». In altre parole, «se questa pianificazione ci permetterà di affrontare con tranquillità i prossimi anni e non trovarci costi inaspettati». Nessun dubbio quindi sull’appoggio liberale radicale a questo progetto? «Per noi è ragionevole che un tema così importante per il Cantone e per gli anziani venga analizzato contestualmente alla situazione finanziaria», risponde Gianella. Che ricorda come «abbiamo sempre detto che questa pianificazione è importante e necessaria, però dal punto di vista finanziario, siccome è su questo che ci viene chiesto un parere come commissari della Gestione, alcune cose vanno viste bene. Soprattutto quando i Comuni, che pagheranno l’80% della somma, sono perplessi».

Durisch: ‘Mandiamo avanti questa pianificazione’

«Francamente – sostiene il capogruppo del Ps in Gran Consiglio Ivo Durisch – non capisco questi tentennamenti di una parte della commissione. O meglio, capisco il tentativo di liberali e democentristi di legare questa pianificazione al Decreto Morisoli, cosa che considero irriverente nei confronti degli anziani. Oltretutto – prosegue il parlamentare socialista – due delle domande indirizzate al Consiglio di Stato, quella riguardante i Comuni e quella sulla sostenibilità finanziaria della pianificazione, hanno già ricevuto risposta dal governo stesso. E in ogni caso Vitta e De Rosa hanno illustrato in Gestione l’intera operazione. Non vedo cosa potranno dirci di diverso o di nuovo. Se tuttavia servirà ad accelerare la trattazione del dossier, allora ben venga questa audizione». Stavolta poi ci sarà anche Gobbi: «D’accordo, anche se trovo assurdo far dipendere la pianificazione anziani dalla riforma ‘Ticino 2020’, dato che ancora non si sa quando quest’ultima approderà in Gran Consiglio».

Secondo Durisch «è invece auspicabile che la pianificazione anziani entri in vigore in tempi brevi». Il capogruppo socialista non ha dubbi: «Questa pianificazione proposta dal Consiglio di Stato è ben fatta ed è finanziariamente sostenibile. Mira a far sì che gli anziani, grazie al prospettato potenziamento dell’offerta di cure a domicilio, stiano il più a lungo possibile in casa propria: questo accrescerà la loro qualità di vita e permetterà sia allo Stato che alle famiglie di risparmiare rispetto al ricovero in casa per anziani. È un cambio di paradigma non da poco rispetto alla pianificazione attuale. Condivido quindi pienamente gli obiettivi di questa pianificazione. Che oltretutto è necessaria per dare anche una base ai Comuni su cui agire. È insomma una priorità. Ed è impensabile contenere ulteriormente la spesa a scapito della qualità di vita degli anziani. L’aumento dei costi c’è stato perché tra il 2015 e il 2022 il numero degli over 85 in Ticino è raddoppiato. Contenere ulteriormente i costi significherebbe tornare alle camere doppie in casa per anziani, camere doppie che il Gran Consiglio ha nel frattempo ‘chiuso’. Senza dimenticare l’elevato numero di anziani oggi in povertà, quel 30 per cento svelato dal recente studio di Pro Senectute: sono persone che avrebbero diritto alle prestazioni complementari, ma che non chiedono per pesare il meno possibile sulla società. Tutto questo per dire che questa pianificazione è un atto dovuto agli anziani. E allora, per favore, mandiamola avanti».

Jelmini: ‘Giungiamo a una conclusione’

«Mi auguro che queste ulteriori richieste di approfondimenti siano davvero dovute all’avere maggiore chiarezza, senza altri fini…», commenta il deputato del Centro/Ppd Lorenzo Jelmini. Che mette le mani avanti: «È corretto che la Gestione faccia tutti gli approfondimenti per capire l’impatto finanziario di una pianificazione come questa». Però «tra gli aspetti interessanti c’è che questo progetto pone una serie di misure che permetteranno di contenere le spese. Spese che sono comunque in evoluzione, come è in evoluzione la popolazione anziana di questo cantone». Ebbene, per Jelmini «il fatto di coordinare interventi tra le varie case anziani, il tentare di metterle in rete e inserire nel discorso anche i servizi di cure a domicilio porterà beneficio non solo a livello di servizi, ma anche di contenimento dei costi». Quindi, «bene gli approfondimenti. Molto bene, però, giungere a una conclusione dell’iter parlamentare affinché questa pianificazione possa entrare in vigore negli interessi dei direttori delle case anziani e di tutta la popolazione coinvolta».

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