Ticino

Il Ps: ‘Per le commissioni la suddivisione è arbitraria’

I socialisti hanno inoltrato reclamo alla ripartizione proposta dalla Segreteria del Gran Consiglio, che farebbe perdere loro un commissario

‘Ci riserviamo la possibilità di ulteriori contestazioni’
(Ti-Press)
5 aprile 2023
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La regola che fonda il calcolo usato dalla Segreteria del Gran Consiglio per la ripartizione dei seggi nelle commissioni non esiste, e quindi la suddivisione proposta è del tutto arbitraria. È quanto sostiene il Partito socialista, che oggi ha inoltrare un reclamo formale. La suddivisione dalla segreteria – come anticipato ieri dalla ‘Regione’ – prevede infatti per il Ps due commissari per la legislatura 2023-27, uno in meno rispetto al quadriennio appena concluso.

Nell’articolato reclamo socialista si afferma che la ripartizione dei seggi deve basarsi su altri calcoli. “L’articolo 68 della Ledp (Legge sull’esercizio dei diritti politici, ndr) impone di dividere la somma dei voti emessi e non emessi di tutte le liste che fanno gruppo, invece di quelli di tutte le liste, per 17, invece di 90”. Calcoli che, tenendo conto anche della seconda ripartizione, porterebbe il Ps a mantenere i tre posti in commissione. “La Legge – si sottolinea nel reclamo – parte chiaramente dal dato rappresentato dal numero di voti, che deve quindi essere la base di partenza per il calcolo della rappresentanza commissionale, non dal numero dei seggi totali in parlamento”.

Secondo i socialisti il calcolo proposto dalla segreteria si basa su un messaggio del 1982 ormai abrogato. “Non vi è più alcuna ragione di fare riferimento a quel messaggio lontano nel tempo, se non ribadendo con forza oggi come allora la necessità di rifarsi al sacrosanto principio della proporzionalità”. E a proposito di proporzionalità e rappresentatività: “Il numero di seggi attribuiti alle liste in Gran Consiglio – scrivono i socialisti – è oltretutto già di per sé il frutto di una ripartizione e ha già necessariamente un carattere grossolano, per cui non può essere una base di partenza proporzionale per procedere a una nuova ripartizione, in questo caso dei seggi commissionali”.

E nell’ipotesi in cui il calcolo proposto dalla Segreteria non venisse modificato, il Ps chiede – riservandosi la possibilità di ulteriori contestazioni – “la rinuncia all’arrotondamento del quoziente proposto, che è pensato per numeri di almeno sei cifre”. Modifica, anche questa, che permetterebbe ai socialisti di mantenere tre rappresentanti nelle commissioni.

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