Ticino

Migrazione e frontiera sud, Baume-Schneider relativizza

La consigliera federale dopo l'invio di nuovi militi in Ticino: ‘Qualche persona in più, non delle orde’. Sulla popolazione di Chiasso: ‘Ho comprensione’

La ‘ministra’ della giustizia
(Keystone)
29 settembre 2023
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Dopo l'annuncio dell'invio di più guardie di confine in Ticino, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha sostenuto in un'intervista che la situazione in fatto di migrazione rimane sotto controllo.

"Siamo lontani da una situazione catastrofica", ha dichiarato la ‘ministra’ della giustizia ai media romandi del gruppo Esh e a ‘La Liberté’. Quanto all'invio di nuovi militi in Ticino, la consigliera federale relativizza: non si tratta di orde di doganieri che si spostano dal nord al sud, ma piuttosto di "qualche persona in più".

L'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (Udsc) ha annunciato lo scorso fine settimana il trasferimento di personale supplementare dalla Svizzera tedesca al confine meridionale. La Dogana Sud riceverà un sostegno "moderato", aveva detto un portavoce a Keystone-ATS, senza precisare il numero di militi aggiuntivi.

Nell'intervista, Baume-Schneider dice di comprendere che i residenti di Chiasso siano preoccupati. Solo il 3% dei migranti identificati al confine meridionale chiede asilo in Svizzera, ha sottolineato. La maggior parte di loro "vuole solo attraversare il Paese".

Riforma di Schengen/Dublino

Il sistema d'asilo nell'area Schengen necessita comunque di una riforma per poter reagire alle crisi, ha dichiarato la Consigliera federale socialista. La situazione a Lampedusa mostra i limiti dell'accordo di Dublino.

Con il nuovo accordo europeo sulla migrazione, a cui la Svizzera partecipa, Baume-Schneider si aspetta una distribuzione più equa del carico migratorio. Un nuovo meccanismo di solidarietà prevede che "o si accolgono i richiedenti asilo o si dà un contributo finanziario o umano", ha detto.

Baume-Schneider partecipa oggi a Bruxelles a una riunione dei ministri degli Interni dell'Ue sulla crisi europea dell'asilo. Nell'intervista ha espresso ottimismo sulla disponibilità della Svizzera a contribuire finanziariamente o in termini di personale a tale meccanismo.

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