Confine

'Il tesoro di Como rimarrà in città', parola di ministro

Alberto Bonisoli, titolare dei Beni Culturali, paragona il ritrovamento di Como ai Bronzi di Riace. Anche un'anfora e altri oggetti, oltre alle monete d'oro. Ma potrebbe esserci altro...

10 settembre 2018
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"Come i Bronzi di Riace che sono esposti a Reggio Calabria, anche il tesoro ritrovato a Como, se il sindaco è d'accordo, rimarrà in città". Lo ha detto stamane il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nei locali della Sopraintendenza dei beni archeologici della Lombardia. Un'affermazione che è quanto si aspettava di sentire dire Mario Landriscina, sindaco del capoluogo, in prima fila. "Certamente che si" la risposta di Landriscina. "Per me questo è un caso più che eccezionale, è epocale, uno di quelli che segna il percorso della storia", ha affermato il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, oggi a Milano per la presentazione del ritrovamento delle trecento monete d'oro di epoca romana avvenuto lo scorso mercoledì durante gli scavi nell’ex cinema-teatro Cressoni. "Non siamo ancora in grado di capirlo - ha aggiunto il ministro - , ma è un messaggio che ci arriva dai nostri antenati".

Sempre stamane, nel capoluogo lombardo si è appreso che oltre alle monete d'oro contenute in un'anfora c'erano almeno altri tre oggetti. Lo si è appreso dagli archeologici che hanno seguito gli scavi di Como: "Di certo abbiamo intravisto una barretta d'oro e altri due oggetti. Ma al momento nel microscavo abbiamo rimosso solo il primo strato di 27 monete da  circa 4 grammi d'oro, coniate nel periodo degli imperatori Onorio, Valentiniano III, Leone I e Livio Severo, quindi non collocabili oltre il 474 a.C. Un lingotto deporrebbe  sicuramente  per un deposito di una cassa pubblica, poco probabile un privato". L'eccezionale scoperta sembra destinata a riservare altre eccezionali novità. Lo ha ribadito stamane a Milano Luca Rinaldi: "La sensazione è che un tempo lì sotto non vi fosse una villa privata, ma un edificio pubblico. Comunque, considerando l’epoca romana, l’urna non è stata trovata a una grande profondità, il che ci induce a pensare che lì sotto potrebbe esserci ancora altro". Insomma, c'è molto da approfondire.

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