Confine

Calano i passeggeri di Trenord, ‘non è solo colpa dei ritardi’

L’associazione dei pendolari lombardi evidenzia la mancanza di abbonamenti ad hoc per chi fa dei giorni di smartworking

(archivio Ti-Press)
8 febbraio 2023
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L’utenza di Trenord, la società di gestione del traffico ferroviario lombardo, che comprende anche le linee transfrontaliere con il Canton Ticino, lo scorso anno non è tornata sui livelli del 2019. La diminuzione di viaggiatori sui treni lombardi (quarantaquattro tratte, alcune delle quali interregionali con Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, oltre a quelle transfrontaliere) tra il 2019 e il 2022 è stata mediamente del 19%. La linea Chiasso-Como-Milano, la più trafficata in Lombardia, nell’arco temporale preso in considerazione, stando ai dati pubblicati dall’associazione pendolari MiMoAl, ha perso un viaggiatore su dieci. Il calo in percentuale è dunque del 10%, che sale al 12% al collegamento Como-Varese.

I numeri contenuti nel report dell’associazione dei pendolari lombardi sono stati riferiti alla commissione trasporti di Regione Lombardia. Il calo dei viaggiatori, stando ai pendolari, non è riconducibile solo a ritardi e cancellazioni di treni, da anni al centro di feroci polemiche (fatte proprie dei candidati avversari di Attilio Fontana alle elezioni regionali di domenica e lunedì), ma anche a una quota di lavoratori in smartworking, per i quali serverebbero degli abbonamenti ad hoc. Insomma, prevedere abbonamenti per due o tre giorni alla settimana. A proposito di smartworking, dopo la decisione di non rinnovare l’accordo italo-svizzero relativo al telelavoro dei frontalieri dallo scorso 1° febbraio sono aumentati i pendolari dei treni diretti in Canton Ticino.

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