Estero

Biden riapre le porte di Guantanamo, ‘presto via tutti’

Detenuto rimpatriato in Marocco, gruppo di prigionieri in procinto di essere trasferito all’estero. La chiusura del carcere torna ad essere un obiettivo.

Verso la chiusura il supercarere aperto nel 2002 nella base Usa a Cuba
(Keystone)
19 luglio 2021
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Washington – Joe Biden riapre le porte di Guantanamo con l'obiettivo di svuotare il campo il più possibile entro il prossimo 11 settembre, ventennale degli attentati di al Qaida, e di chiudere definitivamente il centro di detenzione entro la fine del suo primo mandato presidenziale. Il marocchino Abdul Latif Nasir, 56 anni, rinchiuso da 20 anni senza che gli sia mai stato imputato alcun capo di accusa, è il primo detenuto dall'era Obama ad essere rimpatriato nel suo Paese, consegnato nelle mani delle autorità di Rabat. Ne rimangono ora 39, e la speranza della Casa Bianca è di trasferire all'estero un ulteriore gruppo di prigionieri nel giro di poche settimane, ricollocando poi i restanti detenuti nelle carceri statunitensi.

Una svolta, dunque, dopo che Donald Trump aveva firmato il decreto con cui ordinava di mantenere aperto il campo, bloccando di fatto ogni trasferimento. Un blocco in cui era incappato proprio Nasir, che sarebbe dovuto tornare in Marocco già nel 2016. La linea scelta da Biden, spiegano fonti dell'amministrazione Usa, è quella di svuotare Guantanamo gradualmente e senza grandi clamori, ovvero senza ripetere quello che alcuni considerano un errore fatto da Barack Obama: dare un'ampia eco a una vicenda molto controversa dopo aver firmato il decreto per la chiusura del centro di detenzione all'inizio del suo primo mandato.

Un lento e discreto svuotamento

Per molti altri però, nonostante abbia fallito l'obiettivo finale, ad Obama va riconosciuto il merito di aver ridotto la popolazione del campo da 245 a 41 detenuti. Questo anche grazie alla pressione delle associazioni per i diritti umani e di parte dell'opinione pubblica, che da sempre giudicano immorale le condizioni e il tipo di detenzione praticate a Guantanamo, con la gran parte dei prigionieri mai davvero incriminati. E non pochi osservatori sono arrivati a parlare anche di torture.

Il presidente George W.Bush aprì il supercarcere nel 2002 per rinchiudervi i sospetti terroristi legati alle stragi dell'11 settembre 2001. Il picco raggiunto fu di circa 800 detenuti, tra cui tantissimi militanti jihadisti catturati in Afghanistan. Come Nasir, che negli anni '80 era stato in Marocco membro di un gruppo islamico non violento, anche se illegale, e poi nel 1996 era stato reclutato per combattere in Cecenia, finendo tempo dopo in Afghanistan dove è stato addestrato in un campo di al Qaida. Venne catturato dalle forze americane e spedito a Guantanamo nel 2002. Dal 2005 al 2007 ha vissuto in isolamento in una cella senza finestre e con la luce elettrica costantemente accesa. Non ha mai goduto di un regolare processo e non gli è mai stato riconosciuto il diritto di rivolgersi a un legale.

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