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Trudeau usa il pugno duro contro le proteste no vax

Dichiarata l’emergenza nazionale. Assedio ad Ottawa da parte dei Convogli della libertà: lascia il capo della polizia

Un camion del Convoglio della libertà (Keystone)
15 febbraio 2022
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Il premier canadese Justin Trudeau ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per tentare di mettere fine alle proteste dei ‘Convogli della libertà’ e tentare di uscire vincitore dalla prova più dura che il suo governo ha dovuto affrontare sino ad ora. Una misura con un solo precedente in tempo di pace, cinquant’anni fa, che dovrà essere approvata dal parlamento entro una settimana per entrare in vigore.

Tale padre, tale figlio

Nel frattempo, però, i no-vax continuano a incassare vittorie con un’altra provincia, il Quebec, che annuncia l’abolizione del pass dopo l’Ontario. Mentre nella capitale Ottawa continua a regnare il caos e il capo della polizia ha rassegnato le dimissioni. “Questa è un’occupazione illegale. È arrivato il momento di tornare a casa”. Con queste parole Trudeau ha convocato l’Emergencies Act, la legge speciale che permetterà al suo governo di sospendere temporaneamente le libertà civili per ripristinare l’ordine pubblico, ad esempio vietando i raduni pubblici o limitando i viaggi per o da aree specifiche. Un provvedimento straordinario che era stato usato soltanto una volta in tempo di pace dal padre del premier, Pierre Elliot Trudeau, nell’ottobre del 1970, per inviare l’esercito in Quebec dove il Fronte di Liberazione aveva rapito un attaché dell’ambasciata britannica e un ministro della provincia, Pierre Laporte che fu poi ritrovato morto.


Justin Trudeau (Keystone)

Nel tentativo di recuperare una situazione che sembra gli sia sfuggita di mano, come accusano il partito conservatore e quello nazionalista, Trudeau junior ha anche minacciato il congelamento dei depositi bancari e la sospensione delle assicurazioni sui veicoli. Provvedimenti “temporanei” e “mirati", ha spiegato, "necessari a garantire la sicurezza del Paese e proteggere posti di lavoro”. D’altra parte, in una sorta di logica del bastone e della carota, il ministro della Salute Jean-Yves Duclos ha annunciato che dal 1 marzo per chi arriva in Canada non sarà più necessario un test molecolare ma basterà un tampone rapido negativo.

Braccio di ferro

Ma le provincie del Canada continuano ad andare per conto loro verso un progressivo annullamento delle misure anti-Covid. Dopo l’Ontario, anche Quebec, Alberta e Saskatchewan hanno eliminato il pass sanitario. La situazione sul campo resta ancora tesa. Se i valichi di frontiera con gli Stati Uniti sono stati quasi tutti sgomberati, resta un presidio di camionisti no-vax a Manitoba, mentre Ottawa resta sotto l’assedio dei dimostranti e dei loro mezzi.

A sorpresa, sono arrivate oggi le dimissioni del capo della polizia di Ottawa, Peter Sloly, che era stato aspramente criticato da politici locali e residenti per la gestione delle proteste dei ‘Freedom Convoy’. Intanto, un’inchiesta della rete nazionale canadese Cbc rivela che oltre la metà dei fondi ai manifestanti è arrivata dagli Stati Uniti, per lo più da sostenitori dell’ex presidente Donald Trump.

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