Curiosità

Moleskine come opere d’arte, 75 agendine in mostra a New York

L‘iconico taccuino italiano rivisto attraverso la creatività degli artisti nella ‘Moleskine Detour New York’

È storia
(Keystone)
12 maggio 2022
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Lin-Lin-Manuel Miranda ci scrisse il suo capolavoro ‘Hamilton’ e Adele il suo terzo album ‘25’. Lo strumento che ha dato sfogo alla loro creatività è stata una Moleskine, il classico taccuino nero, creato in Italia negli anni 90 e diventato subito come uno status symbol in tutto il mondo. Quel piccolo taccuino è stato anche ispirazione per opere d’arte e 75 di queste, parte di una collezione di oltre mille della Fondazione Moleskine, sono esposte a New York nell’ambito della mostra ‘Moleskine Detour New York’ all’Osservatorio del One World Trade Center. È la prima volta che l’edificio simbolo della rinascita di Lower Manhattan dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre ospita una mostra d’arte.

La mostra è l’espressione di come il potenziale creativo dei giovani e delle loro comunità possa favorire il cambiamento sociale e comprende anche opere realizzate da artisti come Francis Kéré, il primo architetto africano nero a vincere il premio Pritzker nel 2022 (equivalente del Nobel per l’architettura) oppure del gruppo musicale post-rock islandese Sigur Rós. Alla mostra ha contribuito anche una ventina di giovani artisti newyorchesi. "Le Moleskine come ispirazione per l’opera d’arte – dice Daniela Riccardi, Ceo di Moleskine –. Trovo meraviglioso che tutti gli artisti esposti qui sono partiti da una Moleskine nera classica che ha ispirato la loro creatività, i loro progetti. E si tratta di progetti che cercano di cambiare il mondo. La Moleskine è per tutte le generazioni, non solo per artisti. È una sorta di status symbol ma non di ricchezza, piuttosto di una presa di coscienza di una persona che dà valore a ciò che scrive su un pezzo di carta".

Con il quesito ‘Può la creatività cambiare il mondo?’, la mostra è divisa in cinque temi, metamorfosi, memoria confini, viaggio e immaginazione. Ogni agendina racconta una storia diversa, un progetto sogno, un modo diverso di essere parte del mondo. Ad esempio l’artista cinese Ou Ning con ‘Bishan Commune: how to start your own Utopia’ ha usato la Moleskine per disegnare e pianificare una comunità utopica a Bishan in Cina. Oppure l’artista astrattista Leilah Babiyre, originaria dell’Uganda e ora residente a New York, per la sua opera ha bruciato alcune pagine di una Moleskine e sovrapponendo i colori della bandiera Lgbtq+ ha lanciato un messaggio contro le politiche anti Lgbt del suo paese.

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