Calcio

‘Sul chi vive, ma positivo’

L’inizio con Sion e Yb, la rosa incompleta, le trattative societarie... Angelo Renzetti fa il punto alla stagione alle porte.

20 luglio 2018
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Se tanto mi dà tanto, la vittoria del Sion contro l’Inter (2-0), a pochi giorni dalla sconfitta del Lugano contro gli stessi nerazzurri (0-3), non rappresenta un buon segnale in vista della ripresa del campionato di Super League, che per i bianconeri avverrà proprio al Tourbillon. Il presidente Angelo Renzetti non nasconde un pizzico di preoccupazione a tre giorni dal debutto in Vallese... «Più che preoccupazione direi che sono un po’ sul chi vive. Saremo confrontati con un inizio tutt’altro che agevole, con la trasferta a Sion e l’impegno casalingo con i campioni dello Young Boys. E tutti sappiamo come partire con il piede giusto sia di fondamentale importanza per generare quell’entusiasmo in grado di metterti le ali ai piedi».

L’apprensione non si limita al nome dei primi avversari... «Proprio perché li dovremo affrontare con una squadra non ancora al completo. Non ci saranno alcuni elementi ai box per infortunio (Sulmoni e Bottani), mentre Janko ha da poco ripreso gli allenamenti con i compagni. Senza contare che mancano un paio di pedine per essere al completo».

E all’orizzonte, per quanto molto lontano, si staglia un cambio di regolamento in grado di condizionare soprattutto il finale di stagione... «La reintroduzione dello spareggio tra la penultima di Super League e la seconda di Challenge League rappresenta una novità importante. Significa che, in linea teorica, il 20% delle squadre della massima divisione potrebbe essere toccato dalla retrocessione. Come Lugano non abbiamo evidentemente votato la modifica, ma capisco che per i presidenti di Challenge la novità sia ghiotta, per cui la loro adesione era ovvia e giustificata».

In Svizzera il tema del mercato rimane centrale anche a inizio stagione... «Mancano due pedine per far contento l’allenatore. Il problema è che abbiamo compiuto uno sforzo importante per prolungare il contratto di Junior e adesso dobbiamo aspettare che si presentino delle opportunità. Al momento la sostituzione di Mariani la dovremo trovare all’interno della rosa, con l’arrivo di Fazliu e la crescita di Abedini e Vécsei. Le alternative non mancano, ma se vogliamo avere un pizzico di qualità in più dovremo guardarci attorno. Va da sé che un’eventuale soluzione la troveremo probabilmente a fine mercato».

Lo scorso anno il Lugano era stato tormentato dalla brutta stagione dei suoi portieri e dalla mancanza di un bomber... «Se quello del numero uno sarà un fattore ce lo dirà il tempo. Una cosa è certa: se ci muoveremo sul fronte portieri sarà soltanto per far uscire uno dei quattro attualmente in rosa. Per quanto riguarda l’attacco, non credo si tratti del problema principale. Non con a disposizione Gerndt, Janko, Junior, Bottani e Ceesay. Noi abbiamo laterali bassi molto votati all’offensiva, ma occorre dar loro la giusta copertura. È su questo aspetto – oltre alla sostituzione di Mariani – che dobbiamo ancora lavorare. Sarei soddisfatto se riuscissimo a regolare anche uno solo di questi due tasselli».

Alla quarta stagione in Super League (e con un’Europa League alla spalle) è tempo che il pubblico dimostri il suo attaccamento alla squadra... «Se avessimo gli spettatori del Thun saremmo quasi in autosufficienza. Quello del pubblico rimane un tasto dolente e non mi sono posto nessuna media stagionale da raggiungere. L’interesse attorno alla squadra si è materializzato nell’anno di Zeman con 500 presenze in più a partita proprio per la presenza del boemo (e anche perché si trattava del primo anno in Super League, ndr). Poi, per l’evento tutti sono pronti a muoversi: in finale di Coppa c’erano 5’000 tifosi».

La Coppa Svizzera rimane un obiettivo... «Sempre, ma è una lotteria sulla quale non si può far di conto. Anche questo torneo ha comunque vantaggi economici. L’anno della finale abbiamo raccolto circa un milione di franchi...».

Non è certo un segreto di Stato che Angelo Renzetti stia cercando di disimpegnarsi (o quanto meno di dividere l’onere della responsabilità dirigenziale) dalla presidenza del Lugano... «Al momento attuale vi sono due o tre approcci interessanti. Due di questi sono seri e importanti, l’altro rimane da valutare. Per quanto riguarda la tempistica, ogni discorso risulta prematuro. Io sono aperto a ogni soluzione. L’obiettivo è di non proseguire da solo, ma se dovesse farsi avanti una proposta seria per l’acquisizione dell’intero pacchetto mi farei da parte, pur rimanendo a disposizione per ogni necessità. Se invece la necessità è di entrare con una quota più bassa, del 20% come dell’80%, io sono qui».

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