CALCIO

Il saluto del Brasile all’eterno Pelé

Oltre 230 mila persone alle esequie del fuoriclasse brasiliano, con tanto di polemica per la sconsideratezza di Infantino. ‘L’hanno chiesto i compagni’.

Cordoglio nazionale
(Keystone)
3 gennaio 2023
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‘Eterno Pelé’ si legge sulla maglietta giallo canarino, con il numero 10 ben in vista, indossata da un bambino di Santos, in Brasile. Quell‘immagine, colta al passaggio del camion dei pompieri che trasportava la salma di ’O Rei’, Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelé, è la sintesi della giornata in cui la sua città si è raccolta per un ultimo, affettuoso omaggio reso al Re del pallone, morto in un ospedale di San Paolo giovedì scorso, all’età di 82 anni.

Oltre duecentotrentamila persone hanno partecipato alla processione in onore dell’ex giocatore lungo le vie di Santos, la città sulla costa di San Paolo nel cui club Pelé divenne leggenda. La tappa finale del corteo funebre è stata il cimitero Memoriale della necropoli ecumenica, dove l’ex calciatore verrà sepolto. Tra i momenti più emozionanti il passaggio del feretro davanti alla casa della madre, Celeste, che ha compiuto 100 anni proprio lo scorso 20 novembre, primo giorno dei Mondiali in Qatar. L’anziana non si è potuta affacciare in strada, viste le delicate condizioni di salute, ma a rappresentarla c’era la sorella di Pelé, Maria Lúcia, che tra le lacrime ha ringraziato la folla accorsa sul posto.

‘Tu sei il re, ma io sono il Signore’

Prima della processione, durata oltre tre ore, file interminabili si erano formate anche fuori da Vila Belmiro, lo stadio che ospita le partite del Santos e al centro del quale, adagiata sul terreno di gioco, si trovava la bara del tre volte campione del mondo. Parecchie le personalità di spicco presenti, su tutte quella del nuovo presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva, che davanti alle televisioni ha detto «Pelé non è paragonabile a nessuno».

Arrivato allo stadio di Santos a bordo di un elicottero, Lula ha subito fatto le sue condoglianze alla vedova di Pele e poi ha assistito alla breve cerimonia religiosa restando vicino alla bara. Cerimonia durante la quale il sacerdote ha accennato a un dialogo immaginario in Paradiso tra lo stesso Pelé e Dio, che gli avrebb detto: «Qui tu sei ancora il re, ma io sono il Signore».

Selfie con il morto

Non poteva naturalmente mancare il presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha trovato però il modo di far divampare, violente, le critiche: durante la cerimonia, infatti, il cinquantaduenne vallesano non trova di meglio da fare se non scattarsi un ‘selfie’ con il telefonino accanto alla bara di Pelé. «Sono costernato» ha replicato Infantino alla valanga di contestazione che gli sono arrivate via social, precisando che a chiedergli quelle foto erano stati «i compagni di squadra e i familiari del grande Pelé».

Assenze che si fanno notare

Nonostante la folta presenza di pubblico, ad attirare l’attenzione dei media è stata soprattutto l’assenza alle esequie di diversi idoli del pallone. Tra le defezioni più pesanti quella del commissario tecnico della ‘Selecao’, Tite, oppure quella del fuoriclasse del Paris Saint-Germain, Neymar, considerato da molti considerato proprio il diretto erede di Pelé. Presenti invece alcuni giocatori del passato e del presente del Santos, come Javier Zanetti, Yeferson Soteldo, Marcos Leonardo, Ângelo Gabriel, Elano, Zé Roberto, Léo ed Emerson Sheik.

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