Hockey

Streit e Seger sulla ribalta. ‘Il focus dalla parte giusta’

Il bernese e il sangallese incoronati nella Hall of Fame. Assieme a Kimmo Timonen. ‘L’ho sempre detto che in pista sono i difensori i più importanti...’

(Nell’olimpo dell’hockey)
29 maggio 2022
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Dopo il primato di Andres Ambühl, diventato il giocatore con il maggior numero di partite a un Mondiale (ben 123), la domenica consacra definitivamente altri due giocatori di lungo corso del nostro hockey: aspettavano da due anni questo momento, dopo che nel 2020 i loro nomi erano stati iscritti nell’Hall of Fame, massima onorificenza per un giocatore, e dopo che per ben due volte la cerimonia è stata rinviata a causa della pandemia, Mathias Seger e Mark Streit hanno infine potuto vivere quell’emozionante momento, l’accesso al Gotha del disco su ghiaccio internazionale. «Fa immensamente piacere. Se ci avevo mai pensato? Figuriamoci... Basta guardare gli altri nomi che vi figurano, per capire quant’è stato sconvolgente sapere di poterci essere. Ricordo che quando ho ricevuto la notizia era mezzogiorno e stavo preparando il pranzo...» dice il quarantaquattrenne difensore sangallese, in un olimpo dell’hockey dove ora ci sono sette rossocrociati (gli altri sono Bibi Torriani, Hans e Ferdinand Cattini, Cesar Lüthi e Köbi Kölliker). «In questi ultimi vent’anni, il nostro hockey a livello di sviluppo ha fatto davvero dei passi da gigante, la Svizzera l’ha dimostrato pure a questo Mondiale, anche se purtroppo non è riuscita ad arrivare al weekend decisivo – aggiunge Seger, che in carriera la maglia della Nazionale l’ha indossata addirittura a 305 riprese –. E in futuro credo che le cose andranno anche meglio, perché la strada intrapresa è quella giusta, e vedremo fin dove condurrà».

Dei sei volti nuovi che finiscono nella Hall of Fame (le altre new entry sono il finlandese Kimmo Timonen, il russo Alexei Yashin, l’olandese Ron Berteling e il sudcoreano Mong-won Chung), curiosamente tre di loro, ovvero, appunto, Seger, Streit e Timonen sono difensori. «Effettivamente, probabilmente non capiterà una seconda volta che ben tre difensori finiscano nell’Hall of Fame in un colpo solo, infatti di solito sono più gli attaccanti che possono mettersi in vetrina, a suon di gol. Quindi è bello che per una volta sotto le luci della ribalta ci siano tre artisti della difesa». Anche se, oggigiorno, per un Seger che ha appeso i pattini al chiodo ormai quattro anni fa, tutto ciò fa ormai parte del passato. «Adesso ho più tempo da dedicare alla mia famiglia: sono professionalmente attivo in una birreria, e quello per me è sempre un po’ stato il mestiere dei sogni, ma poi ci sono anche un paio di altri progetti in divenire...».

Al contrario, le giornate di Mark Streit continuano a ruotare attorno al mondo dell’hockey. E non solo per il suo ruolo nel Consiglio d’amministrazione del Berna. «Quella è una parte della mia vita – dice il quarantaquattrenne ex difensore bernese –. Vado anche in pista con i giovani, ho bisogno di restare a contatto con il ghiaccio e sono contento di poter dare il mio contributo ai futuri talenti, credo sia importante trasmettere la propria esperienza alle prossime generazioni. Poi c’è un progetto imprenditoriale in cui mi sono lanciato ormai da quattro anni con la nascita di Norqain, azienda indipendente che produce orologi e che è vicina al mondo dell’hockey: ad esempio siamo i cronometristi ufficiali della Coppa Spengler e collaboriamo con la Nhlpa (il sindacato dei giocatori Nhl, ndr), ciò che fa sì che sono spesso in giro in Nordamerica)».

Altri viaggi, insomma, dopo una carriera già ricca di avventure. «Sì, è stata una lunga carriera in cui ho potuto vivere un sacco di cose – conclude Streit, che nella sola National Hockey League ha potuto giocare ben 820 partite, con le maglie di Montréal, Ny Islanders, Philadelphia e Pittsburgh –. Ammetto di essere fiero, adesso, di aver potuto iscrivere il mio nome nella Hall of Fame, e sono felice di averlo potuto fare allo stesso momento di ‘Segi’, uno con cui ho condiviso parecchie cose. E il fatto che, per la prima volta, in un solo colpo ben tre difensori possano vantare quest’onore, beh, forse è semplicemente un caso, però (ride, ndr) io ho sempre sostenuto che i difensori sono i giocatori più importanti sul ghiaccio, e per una volta l’attenzione è stata focalizzata dalla parte giusta».

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