Bellinzonese

Bellinzona: Verdi, Mps e Forum Alternativo corrono a braccetto

Assieme anche al Partito operaio proporranno una lista per il Municipio e una per il Consiglio comunale in occasione delle elezioni di aprile 2021

Lorenza Giorla, Marco Noi e Giuseppe Sergi (Ti-Press/D.Agosta)
27 novembre 2020
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«La nuova lista rappresenterà l'evento politico del prossimo aprile». Ne è convinto il coordinatore dell'Mps Giuseppe Sergi, che stamattina ha presentato la novità elettorale assieme a Marco Noi in rappresentanza dei Verdi e Lorenza Giorla per il Forum Alternativo durante la conferenza stampa svoltasi in piazza Nosetto a Bellinzona. Dopo che la stessa proposta avanzata dall'Mps per le elezioni previste quest'anno era stata rifiutata dai Verdi e dopo alcune settimane di riflessione, ora queste forze politiche affiancate anche dal Partito operaio e popolare (Pop) hanno deciso di unirsi. Due saranno le liste al momento non ancora decise ma in fase di allestimento e con alcune intese preliminari già imbastite, una per il Municipio e l'altra per il Consiglio comunale (nel quale ora siedono due rappresentanti due Verdi e due dell'Mps). «Le forze che si uniscono sono state le uniche che in questa legislatura hanno portato una critica allo stile politico condotto dal Municipio. I nostri toni a volte possono essere differenti, ma sugli obiettivi siamo convergenti», ha sottolineato il consigliere comunale Marco Noi.

Tra i temi che saranno senz'altro un cavallo di battaglia della nuova unione politica figurano una gestione oculata dei conti, soprattutto alla luce degli importanti sorpassi di spesa venuti alla luce la scorsa primavera, ma anche una forte opposizione al progetto scelto per il nuovo quartiere Officine. «Ci opponiamo all'edificazione di contenuti residenziali come quelli previsti al posto delle Officine, con appartamenti per 2'500 persone quando già attualmente lo sfitto è alto. E chiediamo che ci si concentri su contenuti lavorativi e formativi», ha sottolineato Lorenza Giorla, citando altri aspetti che verranno portati avanti, come la lotta contro il dumping salariale e sociale, la creazione di una città che metta al centro gli anziani e la politica giovanile, senza dimenticare un focus particolare sulla gratuità dei servizi (ad esempio i mezzi pubblici), sulla solidarietà e sull'ambiente. L'alleanza, è stato ribadito a più voci, sarà di forte opposizione. «In sede aggregativa si è sempre detto che si sarebbe chiamata "Nuova" Bellinzona, anziché "Grande", lasciando intendere di voler puntare sulla qualità, sulla solidarietà e sulla valorizzazione del territorio - ha ricordato Marco Noi -. Ma questi intendimenti non sono stati tradotti in realtà. A proposito di progetti strategici si parla ora di "smart city", "Swiss innovation park", "Greater Zurich area": si tratta di termini non autoctoni, delle vere e proprie neofite invasive, che non corrispondono alle attese della cittadinanza».

Sul motivo per cui i Verdi (che nel 2016 fa avevano corso assieme al Ps sulla lista per il Municipio, e da soli per il Legislativo) abbiano cambiato idea alcuni mesi dopo aver rifiutato la stessa proposta dell'Mps, Marco Noi ha sottolineato che l'anno appena trascorso è stato del tutto particolare. «Un anno fa pesavano di più le differenze, mentre ora ci siamo resi conto che è il momento per far pesare le convergenze. Magari ci saranno dei litigi, ma serviranno per appianare le divergenze», ha aggiunto. 

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