Bellinzonese

Sì al Quartiere Officine, ma c’è chi dice ricorso e/o referendum

Bellinzona: il Cc ha votato la variante di Piano regolatore con l’apporto di Plr, Sinistra, Centro e Lega. Contrari Verdi/Mps e Udc

In sintesi:
  • Edificato ridotto rispetto alla prima versione presentata nel 2019, idem per il numero di posteggi
  • A due anni e mezzo dal malore è tornato in sala di Pol Righetti, presidente dell'Associazione Calcio Bellinzona
La Cattedrale come potrebbe apparire in un prossimo futuro
4 aprile 2023
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Un altro vagone si aggancia al treno chiamato Quartiere Officine che sorgerà in città. Con 42 voti favorevoli, 9 contrari e un astenuto il Consiglio comunale di Bellinzona – dopo aver stanziato nel 2018 la partecipazione di 20 milioni a favore del nuovo stabilimento Ffs che sorgerà a Castione – ha votato questa sera la variante di Piano regolatore che nello specifico Piano particolareggiato fissa volumi e dimensioni della cittadella e dei suoi spazi aperti e verdi. Una città nella città di oltre 100mila metri quadrati che avrà contenuti polifunzionali misti con un marcato orientamento tecnologico e formativo superiore – citiamo lo Swiss Innovation Park e il Tecnopolo Ticino – ma anche aggregativo, sociale, culturale, residenziale e commerciale. Vi abiteranno tra le 500 e le 1’000 persone e offrirà fra i 1’000 e i 1’500 impieghi. Il tutto per metà di competenza comunale e cantonale e per metà delle Ferrovie federali che mirano a lasciare libero il sedime entro fine 2026 quando a Castione dovrebbe venire inaugurato il nuovo stabilimento industriale. Ffs, ricordiamo, disposte a mettere a disposizione parte della loro porzione residenziale, amministrativa e commerciale di prossimità per eventuali ulteriori bisogni scolastici o di ricerca d’ordine terziario. Dopo i necessari affinamenti, la variante mostra un edificato ridotto rispetto alla prima versione presentata nel 2019, idem per il numero di posteggi. Il prossimo step è l’avallo governativo al termine della procedura di pubblicazione con possibilità d'interporre ricorsi. Un’ipotesi referendum e/o ricorso ha già iniziato a fare capolino fra i banchi degli scettici, in primis Udc e Verdi/Mps/Fa che in vista della seduta hanno firmato i rispettivi rapporti di minoranza nelle Commissioni della Gestione e del Piano regolatore, ambiente ed energia. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.

Il dibattito

Il relatore di maggioranza e capogruppo Plr Tiziano Zanetti ne è convinto: «Questo messaggio strategico non ci sarebbe mai stato senza aggregazione». E ha sottolineato che la variante «indica la volumetria dei vari lotti che verranno realizzati a tappe. Solo quando il 75% dell’ultima edificazione sarà occupata, si potrà costruire la successiva». Nel comparto «avremo ben 30mila metri quadrati di verde, non proprio un orticello. E qualcuno dovrebbe esserne contento. Pure importante il numero di posti di lavoro previsti qui e a Castione».

Negativo il relatore di minoranza Giuseppe Sergi (Verdi/Mps/Fa): «Progetti con impatti territoriali così importanti vanno contro la tutela che il territorio in generale invece merita. In particolare sulla dimensione delle zone edificabili non ci siamo: le nuove disposizioni federali in materia di calcolo della contenibilità non sono state qui minimamente considerate». Quanto ai posti di lavoro, «sarà importante fare un bilancio finale sia numerico sia, anche, della loro qualità». Ribadita poi la contrarietà verso contenuti residenziali e commerciali: «Semmai soltanto insediamenti di carattere produttivo e formativo».

L'altro relatore di minoranza Brenno Martignoni Polti (Udc) parla di variante «messa sul piatto d’argento. Quella di stasera è una scelta di campo irreversibile, laddove ci sono però criticità concrete. Il peccato originale è che finora è mancato un ampio dibattito a fronte del patto d’acciaio siglato nel 2017 da Ffs, Cantone e Città, che ha vincolato tutto al trasferimento delle officine a Castione. Criticità: variante lacunosa essendo priva di informazioni indispensabili su vari aspetti, a cominciare dalla scheda R6 del Piano direttore cantonale relativa alla contenibilità del Piano regolatore cittadino. Nessuno sa dire, né il Municipio lo dice, se negli altri quartieri dovranno esserci dezonamenti per consentire l’edificazione del nuovo quartiere. Già solo questo aspetto sarebbe materia di ricorso». Concorda Maura Mossi (Più donne): «Il problema della contenibilità è reale: quanta superficie edificabile abbiamo in base allo sviluppo demografico previsto? In Ticino ne abbiamo più del necessario. In questa variante si estende la zona edificabile e non è chiaro se occorrerà dezonare e se sì quanto».

La relatrice di minoranza in commissione Pr Lorenza Röhrenbach (Verdi/Mps/Fa) ha spinto sulla necessità di ridurre le unità abitative pensate per le fasce alte: «Si pensi a un quartiere vivace, non dormitorio, dotato di servizi utili alle necessità concrete degli abitanti. Vi sono lacune come la mancanza di spazi collettivi che favoriscano una vera intergenerazionalità. C’è poi la possibilità di rinunciare totalmente alle auto, ma qui semplicemente si riduce il numero di posteggi». Il relatore di maggioranza in commissione Pr, Davide Pedrioli (Centro) ha sottolineato come iniziative di questo tipo siano «importanti anche nell’ottica di frenare la fuga di cervelli». Quanto al rischio di dover dezonare negli altri quartieri, «non saranno le poche centinaia di unità insediative in più previste nel nuovo Quartiere Officine a fare la differenza su un totale bellinzonese pari a 70-80mila».

Martina Malacrida Nembrini (Unità di sinistra) ha poi letto l’intervento della capagruppo Lisa Boscolo: «Lavoro e cultura sono due aspetti estremamente importanti per tenere coeso il nuovo quartiere e la grande città». Lodato l’esercizio «quasi partecipativo» fatto dal Municipio all’indirizzo della popolazione. Dal profilo ambientale «si è però mancata l’occasione di realizzare il primo quartiere in Ticino senz’auto, vista anche la vicinanza con la stazione Ffs». Claudio Buletti (Sinistra) si è invece detto «tranquillizzato dall’esercizio di forte riduzione dei posteggi fatto dal Municipio». Tuto Rossi (Udc) ha reso attenti sul fatto che il nuovo quartiere determinerà il futuro della città nei prossimi cento anni: «Perciò il Piano particolareggiato dev’essere di ampio respiro. Un errore è l’assenza di dialogo fra il nuovo quartiere e i quartieri vicini, sia collinari sia di pianura. Un quartiere che architettonicamente non impressiona: rischiamo di ritrovarci con un Pian Scairolo 2».

‘Progetto affinato e ridotto’

Il sindaco Mario Branda dopo aver evidenziato il lungo iter degli ultimi 15 anni, dallo sciopero in poi, nel merito della variante ha sottolineato la priorità data alla Cattedrale e al grande spazio verde di fruizione pubblica che caratterizzeranno il parco: «Questi saranno i primi due elementi a venire realizzati». Concorda poi con Zanetti sul fatto che «senza aggregazione non avremmo avuto la capacità finanziaria di sostenere le varie procedure e fasi». Il vicesindaco Simone Gianini, capodicastero Territorio e mobilità, ha ricordato che vi sono stati un’esposizione pubblica del progetto, un sondaggio pure pubblico e il parere preliminare del Cantone: «Esito, il ridimensionamento dell’edificato e la sospensione di taluni lotti in attesa di valutazioni future sulle necessità aggiornate. Forti del risultato del sondaggio, vogliamo un comparto vivo e vivace tutti i giorni della settimana, che faccia da volano per il centro storico e per i suoi commerci. Ogni lotto sarà sottoposto a un concorso internazionale di progettazione. I lotti dovranno dialogare fra loro, con l’Almenda e col resto del centro città. Quanto alle auto, non ne transiteranno in superficie: i 488/520 stalli previsti, massicciamente ridotti rispetto a una normale pianificazione, saranno tutti sotterranei. Infine la questione della contenibilità: il Piano direttore cantonale stabilisce che non vi è un incremento delle unità insediative rispetto al dimensionamento del Piano regolatore comunale. Il bilancio è neutro e non bisogna dezonare altrove».

Pol torna fra i banchi

La seduta ha peraltro registrato un gradito ritorno in sala, quello di Paolo ‘Pol’ Righetti: il consigliere Plr e presidente dell’Associazione Calcio Bellinzona è reduce da un lungo percorso di riabilitazione dopo il grave problema di salute che lo ha messo fuori gioco nell’autunno 2020. I colleghi gli hanno dedicato un caloroso applauso.

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