Locarnese

Nafta nel terreno a Solduno, la fattura è salata

Il Municipio di Locarno intende procedere legalmente contro i responsabili di un caso d’inquinamento del 2020

L’olio combustibile era finito nel suolo
(archivio Ti-Press)
10 giugno 2022
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È il maggio del 2020 e durante i lavori di manutenzione di una cisterna dell’olio combustibile in un’abitazione di Solduno fuoriescono circa 1’200 litri di nafta che finiscono nel terreno. Nessuno però allerta le autorità: né i proprietari della casa né la ditta che si occupa dei lavori, vanificando la possibilità di un intervento tempestivo per arginare l’inquinamento. Una notifica all’Autorità cantonale (che a sua volta avverte l’Azienda acqua potabile di Locarno) giunge a quasi un mese dall’accaduto.

Scattano le contromisure, con analisi del terreno e dell’acqua di falda (che serve circa 20mila famiglie, ma che per fortuna è risparmiata dalla sostanza velenosa) e pure con la messa in campo di un monitoraggio costante e l’anticipazione di scenari e soluzioni in caso di un peggioramento della situazione. Un’operazione costosa, a carico dell’ente pubblico, che però vuole rifarsi sui responsabili dell’inquinamento. Il Municipio chiederà al Consiglio comunale l’autorizzazione a stare in lite contro la ditta e l’assicurazione Rc della stessa. Va detto che in un primo tempo, come risulta dai verbali, l’assicurazione aveva accettato di coprire i danni, senza riserva. Salvo poi ritrattare il riconoscimento del debito "allorquando le sono stati notificati i primi preventivi dei possibili costi d’intervento e risanamento", indica il Municipio cittadino. La pretesa che il Comune vanta ammonta finora a 150mila franchi. Ma i precetti esecutivi sono stati respinti e quindi la vicenda approderà verosimilmente in Pretura.

Va detto che anche sul suolo privato era stato eseguito un risanamento (costo: 186mila franchi), e i proprietari hanno denunciato i responsabili per ottenere un risarcimento.

Infine un accenno agli aspetti penali. Due i decreti d’accusa: uno nei confronti del titolare della ditta che aveva eseguito i lavori e uno per il suo impiegato (quest’ultimo in attesa di processo).

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