Mendrisiotto

Mendrisio, un anno di ritardo per la sede Aim

Dopo il recente ritiro del messaggio per l'edificazione in via Laveggio si aggiorna il cronoprogramma: il dossier sarà ripresentato in estate

(Studio Durisch+Nolli/Filippo Bolognese Images)
3 gennaio 2021
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“Non entra in nessun modo in linea di conto l'abbandono del progetto sin qui sviluppato”. L'esecutivo di Mendrisio, recentemente sollecitato da un'interrogazione di Lega-Udc e Indipendenti sgombra il campo da ogni dubbio: il progetto per la realizzazione della nuova sede delle Aim, le Aziende industriali di Mendrisio, continua il suo sviluppo. Insomma: nel futuro delle Aim, e della Città, lo stabile sorgerà nella zona di San Martino, sul terreno della ex Pratoverde. Solo che, a conti fatti, l'iter che porterà alla nuova edificazione subirà un ritardo di un anno. La causa? Il ritiro, a novembre, del messaggio municipale da 13,9 milioni di franchi per l'edificazione delle nuove Aim. Una temporanea marcia indietro, aveva annotato il capodicastero Manuel Aostalli «al fine di permettere una analisi finanziaria e di rivalutare taluni aspetti tecnici». Concetto ribadito anche nella risposta all'interrogazione – primo firmatario Massimiliano Robbiani –: il messaggio è “temporaneamente ritirato per permettere da una parte il re-inquadramento della pianificazione finanziaria di Comune e Azienda comunale e dall'altra per tener conto delle perplessità tecniche sorte nell'ambito dell'esame commissionale da parte delle Commissioni della Gestione e delle Opere pubbliche del legislativo”.

Il nuovo messaggio a fine estate

Dopo lo 'stop' si rivede dunque il cronoprogramma. Il messaggio “opportunamente aggiornato in parallelo a quella degli aggiornamenti dei piani finanziari delle Aim e del Comune” – risponde l'esecutivo – verrà ripresentato “verso la fine dell'estate 2021”. Il ritardo accumulato, come detto, sarà all'incirca di un anno. E, ribadisce il Municipio, “non sono previsti progetti di nuova sede alternativi”. Da qui all'edificazione della nuova sede, però, “si tratterà di capire se nei prossimi mesi saranno necessari nuovi spazi per uffici (data la crescita dell'organico), tenuto conto comunque che le Aim, sempre all'avanguardia e con occhio attento alla recente ordinanza sul telelavoro, laddove possibile ne fa uso in modo proattivo”.

Se ne parla dal 1997

Che le Aziende trovino 'casa' lungo via Laveggio è un discorso ormai più che ventennale. Era infatti il 1997 quando il legislativo aveva acquisito il terreno della ex Pratoverde, proprio a quello scopo. Ma è soprattutto negli ultimi anni che la base operativa – in attesa della nuova struttura – è più volte cambiata: dalla vecchia sede (situata a fianco della ex caserma dei pompieri, dove oggi sorge il Centro di pronto intervento) allo stabile dirimpetto il Palazzo civico, passando per i prefabbricati. Poi, finalmente, il progetto vincitore, nato dalle menti degli architetti Durisch e Nolli: un edificio che ospiterà amministrazione, direzione, sportelli, settore tecnico e spazi logistici per le squadre di idraulici ed elettricisti, uno stabile pensato per il magazzino e altri depositi. Senza dimenticare gli spazi aperti da adibire a materiali, attività e parco veicoli. 

Il proverbiale 'sassolino'

Nel rispondere al consigliere comunale leghista Massimiliano Robbiani e cofirmatari, però, il Municipio si leva dalle scarpe anche il proverbiale sassolino. Alla domanda presente nell'interrogazione – “Dopo l'abbandono del mega progetto faraonico della nuova sede Aim, il Municipio come intende muoversi affinché si possa costruire la nuova sede, più ridimensionata, in tempi brevi?” – viene fatto presente “di transenna” a Robbiani che a presiedere la giuria del concorso era proprio lui (era infatti il 2015 e l'oggi consigliere comunale all'epoca era il capodicastero Aim).  E che, allora, ne era scaturito “un progetto di grande qualità architettonica e funzionale”, nonché “di grande innovazione sul piano energetico (Minergie A)”. 

 

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