Ticino

Lockdown, sì del governo a uno sconto del 60% sugli affitti

Secondo il Consiglio di Stato la nuova legge federale sulle pigioni commerciali dovrebbe essere applicata fino a 20'000 franchi

Negozi chiusi durante il lockdown (Ti-Press)
18 agosto 2020
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La legge federale sulle pigioni commerciali Covid-19 non deve essere limitata agli “affitti netti inferiori a fr. 15’000 mensili”. È quanto sostiene il Consiglio di Stato nella sua risposta alla procedura di consultazione terminata lo scorso 4 agosto, accogliendo, in generale con favore la nuova normativa. Anche per Lorenza Sommaruga, presidente di Federcommercio, uno sconto del 60% sugli affitti per i due mesi di chiusura sarebbe più che apprezzato. Tuttavia, «in caso di necessità l’aiuto dovrebbe proseguire anche per i mesi che seguono il lockdown», dice a ‘laRegione’. Ora toccherà alle Camere federali trattare questo dossier.

La legge in questione prevede in particolare che le strutture accessibili al pubblico, come ristoranti o negozi, che hanno dovuto rimanere chiusi – in seguito alle decisioni prese dal Consiglio federale per limitare la diffusione del coronavirus – dovranno pagare solo il 40% dell’affitto. In questo modo i locatori perderebbero però il 60% della pigione, fatto che potrebbe metterli potenzialmente in difficoltà. Per questo motivo la nuova norma prevede anche la costituzione di un fondo di al massimo 20 milioni di franchi per i proprietari di immobili che si trovano in una situazione di necessità economica a causa delle perdite subite.

«Affitti e stipendi sono una voce importantissima, che a bilancio pesano molto per tutti i negozi al dettaglio», rileva Sommaruga. «Per garantire la continuità di queste attività, è quindi fondamentale che per i due mesi di chiusura si possa ottenere un aiuto, senza il quale diventerebbe impensabile proseguire». Il 60% di sconto sugli affitti è sicuramente qualcosa di positivo, ma potrebbe non bastare se rimane limitato nel tempo: «Un aiuto potrebbe essere necessario anche per i mesi successivi al lockdown, vista la situazione di grande incertezza che si protrae. Se la situazione non migliorerà, avremo ancora bisogno del sostegno dei proprietari di immobili», sottolinea la presidente di Federcommercio.

Disposizioni particolare per gli affitti tra i 15’000 e i 20’000 franchi

Lo sconto sugli affitti previsto dalla nuova legge si applicherebbe solo per le pigioni che non superano i 20’000 franchi al mese. La normativa prevede poi una disposizione particolare per gli affitti compresi tra i 15’000 e i 20’000 franchi: in questo caso basterebbe che una delle due parti (locatore o locatario) dichiari unilateralmente all’altra di voler rinunciare all’applicazione della legge. In questo caso il locatario dovrà pagare l’intero affitto (e non solo il 40%), mentre il locatore rinuncerebbe alla possibilità di poter chiedere un’indennità per la situazione di necessità economica.

Ed è proprio su quest’ultimo punto che il Consiglio di Stato ha delle riserve. Stando alle legge messa in consultazione, infatti, “una sola parte contraente può rinunciare all’applicazione della regolamentazione sulle pigioni”. E “limitare la richiesta di rinuncia ad una sola parte equivarrebbe a limitare la portata della legge ai contratti di locazione con affitti netti inferiori a fr. 15’000 mensili”, si legge nella risposta alla consultazione. Il governo propone quindi di riformulare questo passaggio nel modo seguente: “In caso di pigioni o fitti mensili compresi tra 15’000 e 20’000 franchi mensili, la rinuncia all’applicazione della regolamentazione sulle pigioni e sui fitti prevista dalla presente legge deve essere esplicitata da entrambe le parti contraenti”. Insomma, in altre parole, sia il locatario, sia il locatore dovrebbero essere d’accordo e non solo uno o l’altro.

Lorenza Sommaruga (Federcommercio): ’Un appoggio fondamentale’

In generale l’esecutivo appoggia la nuova legge sulla quale non ha “particolari osservazioni”, oltre a quella appena menzionata. Si tratta di un «appoggio fondamentale», afferma Sommaruga. «Siamo già stati aiutati molto, ma senza questo tassello la sopravvivenza di molti negozi sarebbe a rischio». Il sostegno da parte del Consiglio di Stato «ci fa guardare al futuro con un atteggiamento positivo», anche perché «in alcuni casi è stato possibile trovare una accordo tra locatore e locatario, ma in altri invece no».

La normativa divide

La legge sulle pigioni commerciali Covid-19 ha diviso durante la procedura di consultazione. Ps e Verdi sostengono che la nuova norma permetterà di evitare fallimenti. Il partito socialista svizzero ritiene inoltre che questa legge non dovrebbe essere limitata solo al periodo del lockdown, ma dovrebbe essere applicabile anche nel caso, ad esempio, di una seconda ondata. Anche GastroSuisse ha accolto con favore la nuova legge, ma valuta lo sconto sugli affitti troppo basso.

D’altro canto, secondo Plr, Udc, Verdi liberali e l’Associazione svizzera dei proprietari fondiari (Apf) la legge è anticostituzionale e rappresenta un’ingerenza eccessiva da parte dello Stato. Dovrebbe infatti essere compito delle parti contraenti trovare soluzioni quando è necessario. Inoltre, non vi sono ancora prove tangibili che senza questa legge vi sarà un’ondata di fallimenti, ritiene l’Apf.

Si tratta insomma di un tema controverso che ha fatto e farà ancora discutere. Ora toccherà al parlamento federale esprimersi in merito.

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