Ticino

‘Ambiente, da noi approccio pragmatico. Non malsana ideologia’

Il presidente del Plr Speziali presenta al Comitato cantonale il documento di politica ambientale: ‘Basta divieti, più responsabilità e senso del dovere’

Una politica ambientale ‘pragmatica e svizzera’
(Ti-Press/Crinari)
10 marzo 2022
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«In Svizzera alcune forze politiche si sono impadronite da tempo, e anche per colpa nostra, del tema della politica ambientale. Ma non hanno solo occupato la scena, stanno pure cercando in modo subdolo di sabotare ogni possibilità di risolverla. Per loro la crisi energetica è un pretesto anche benvenuto, perché vale tutto per far avvicinare quel paradiso in terra che per loro è il superamento del capitalismo. Adesso ci siamo anche noi: con un approccio pragmatico, liberale e non punitivo».

È un Alessandro Speziali da battaglia quello che, per sua stessa ammissione «senza rinunciare ai miei spigoli», stasera ha presentato al comitato cantonale del Plr riunito a Locarno il documento strategico per la politica ambientale (anticipato oggi da ‘laRegione’).

‘Approvvigionamento, economicità e sostenibilità’

Una strategia che, ricorda il presidente liberale radicale, verterà su «tre pilastri dove nessuno è sacrificabile». Sono «l’approvvigionamento dell’energia, perché il Paese non può fermarsi; l’economicità, perché ogni aumento di costo colpisce anche le fasce più deboli della popolazione; la sostenibilità, perché il Paese che abitiamo è uno solo» e sarà il sentiero guida delle future iniziative a livello politico.

‘Ci opponiamo a un‘ideologia punitiva che mina il sistema liberale’

Il documento del Plr «mette al centro il sistema liberale che da sempre porta benessere alla Svizzera, mentre oggi siamo accerchiati da messaggi di politica ambientale dove si nasconde un’ideologia malsana che denigra il nostro Paese e cerca ogni pretesto per scardinare il nostro sistema, per punirci, farci sentire colpevoli, disonesti se non addirittura delinquenti: più che un’ideologia sembra una religione», afferma Speziali. Che fare, quindi? «Unire etica e pratica, come vuole il liberalismo più puro. La responsabilità deve prevalere sulle pretese, e il dovere viene prima di ogni diritto», ricorda il presidente del Plr.

L’obiettivo della produzione indigena di energia pulita e sicura

Ed è netto nel dire che «il nostro partito vuole sinceramente contrastare la crisi climatica, anche se non è abbastanza: per noi, che vogliamo guidare responsabilmente il Paese, è importante spiegare come farlo in modo realistico». Partendo dal primo obiettivo: «Qualsiasi politica targata Plr dovrà assicurare la continuità delle forniture fino ad avere il più possibile una produzione indigena di energia pulita e sicura».

Il contesto internazionale preoccupa

Senza dare nulla per scontato: «Cullati dal benessere che ci ha viziati, quasi ci dimentichiamo quanto miracolosi siano gesti quotidiani come accendere la luce o aprire il rubinetto dell’acqua», ricorda Speziali. Il tutto in un contesto internazionale preoccupante, «anche chi non ha fatto benzina negli ultimi giorni si accorge dei prezzi che aumentano sempre di più».

Per fortuna, riprende il presidente liberale radicale, «il Consiglio federale «già da tempo ha deciso di affrontare il tema dell’ambiente e dell’energia, perché la crisi energetica imminente e la possibilità di blackout nei mesi invernali non è allarmismo, è un allarme vero e proprio che però arriva in un momento in cui non siamo ancora troppo in ritardo per soluzioni con un approccio concreto e pragmatico, come da nostra abitudine: energia ed ecologia, ma senza ideologia».

Con un messaggio di fondo, dice ancora Speziali: «Le sfide non le vinciamo coi divieti: proibizioni, tasse, scorciatoie diventano tentazioni per altri partiti, ma non fanno bene al nostro Paese».

Vitta: ‘L’idroelettrico è fondamentale e deve essergli riconosciuto un certo valore’

Nel suo intervento il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta ha focalizzato l’attenzione sull’energia idroelettrica: «Si tratta di un tipo di energia pulita, rinnovabile e indigena che si inserisce bene nel quadro attuale di crisi legato al conflitto in Ucraina. È interessante per il Ticino – ha evidenziato Vitta – il fatto che la politica federale abbia deciso di puntare su due elementi, il solare e appunto l’idroelettrico». Come cantone alpino «siamo pronti a sostenere una politica in questa direzione se all’idroelettrico viene riconosciuto un certo valore e una certa posizione».

E per il futuro, Vitta augura al Plr «di cavalcare bene il tema, perché l’approvvigionamento energetico è fondamentale sia per le industrie sia per le economie domestiche».

In conclusione Speziali ha informato il comitato cantonale che «per dar seguito anche a ciò di cui abbiamo parlato, tra cui spiccano le parole chiave innovazione e diversificazione, nei prossimi giorni chiederemo al governo un rapporto su tutti i margini di manovra che abbiamo per semplificare leggi e regolamenti cantonali in modo da facilitare lo sviluppo e la produzione di energia rinnovabile».

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