Ticino

ViSo Ticino, un progetto del Cantone per i vigneti del futuro

‘Viticoltura sostenibile’ ha lo scopo di sviluppare metodi di produzione che riducano l’impatto dei prodotti fitosanitari mantenendo la qualità del vino

(Ti-Press)
21 ottobre 2022
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Un nuovo progetto per rafforzare il sostegno del Cantone ai viticoltori nel loro percorso verso una produzione sempre più sostenibile. Si chiama ‘ViSo Ticino - Viticoltura sostenibile’ ed è stato presentato in conferenza stampa dal direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta che lo ha definito «uno dei progetti strategici più importanti portati avanti dalla Sezione dell’agricoltura negli ultimi anni». Nato dall’impulso di un gruppo di viticoltori che ha saputo farsi interprete di una volontà generale della filiera vitivinicola, ha lo scopo di sviluppare nuovi sistemi e metodi di produzione per i vigneti del futuro che minimizzino l’impatto dei prodotti fitosanitari senza intaccare l’ottima qualità raggiunta dal vino ticinese.

«Negli ultimi anni sia i cambiamenti climatici che la maggior sensibilità della clientela verso gli aspetti ecologici e sostenibili hanno portato a delle crescenti difficoltà che non siamo pronti ad affrontare» ha spiegato Giorgio Rossi, vicepresidente dell’Associazione viticoltori vinificatori ticinesi (Avvt) che raggruppa una quarantina di piccoli produttori che si occupano di coltivare l’uva, vinificarla e vendere il vino sotto le proprie etichette. Un appello che arriva dunque dalla base confrontata con le variegate problematiche del settore.

Accogliendo tali auspici è dunque stato sviluppato ‘ViSo Ticino’ che, come ha spiegato Alain Valsangiacomo, collaboratore scientifico della direzione della Sezione dell’agricoltura, si inserisce nell’ambito del ‘Programma Risorse’ della Confederazione che sostiene progetti volti a perseguire l’utilizzo più efficiente possibile delle risorse naturali, l’ottimizzazione dell’impiego di materie ausiliarie e la promozione della biodiversità, «ma senza ridurre la produzione agricola e la sua qualità», ha sottolineato. Lo scopo è di avere un cambiamento durevole delle pratiche sul territorio attraverso l’applicazione di misure innovative.

Quattro assi di sviluppo legati tra loro

Nel concreto, la struttura del progetto – al quale è prevista la partecipazione di circa 50 aziende – si muove su quattro assi principali e legati fra loro. Il primo asse prevede un’innovazione nelle strategie di protezione fitosanitaria che consenta di ridurre l’impatto dei prodotti di sintesi e del rame. Il secondo prevede una riduzione generale dei rischi ambientali grazie a una gestione e applicazione ottimale dei prodotti fitosanitari. Il terzo asse ha quale obiettivo l’aumento della conoscenza sulle varietà di vitigni tolleranti alle malattie fungine che consenta di usare meno prodotti fitosanitari come opzione accanto alla varietà principe del cantone che è il Merlot. Mentre il quarto si pone l’obiettivo di promuovere e proteggere la biodiversità.

Una delle principali novità del progetto è il cosiddetto ciclo di co-innovazione. Durante dei workshop, organizzati all’inizio di ogni stagione, le innovazioni proposte dai viticoltori, dalla ricerca e da altre regioni viticole verranno discusse tra viticoltori, con consulenza e accompagnamento scientifico. Quelle che troveranno il consenso verranno poi messe in atto all’interno di un quadro scientifico di consulenza e monitoraggio, che comprende l’implementazione su parcelle di prova presso le aziende, la raccolta e la valutazione dei relativi dati, nonché lo scambio di esperienze tra i diversi partecipanti. Le esperienze acquisite confluiranno poi nel successivo ciclo di co-innovazione.

Il 77% del finanziamento a carico della Confederazione

Il costo complessivo di ‘ViSo Ticino’ è preventivato in poco più di 8,5 milioni di franchi, distribuiti sugli otto anni di durata del progetto. La Confederazione, riconoscendone il valore, lo ha già preavvisato favorevolmente e contribuirà ai costi per il 77%, pari a circa 6,57 milioni di franchi, a condizione che il Cantone e le associazioni del settore vitivinicolo coprano la parte restante. Quest’ultima sarà a sua volta finanziata per il 90% dal Cantone (1’751’000 franchi) e per il 10% dalle associazioni di settore. In questo senso il Consiglio di Stato ha redatto un messaggio governativo da sottoporre al Gran Consiglio.

Si tratta di un incentivo per il miglioramento di un ramo «tra i più importanti del settore primario ticinese, anche in termini monetari» ha osservato Vitta, rendendo noto che «il valore della vendemmia è di circa 26 milioni di franchi all’anno mentre la cifra d’affari dell’intero settore, considerando anche il vino, ammonta a circa 80 milioni di franchi».

Apprezzamento trasversale

Grande soddisfazione per il progetto è stata espressa da Giuliano Maddalena, presidente della Federazione dei viticoltori della Svizzera italiana (Federviti), ma anche da Omar Pedrini, presidente dell’Unione contadini ticinesi (Uct) secondo cui è molto apprezzabile il fatto che «il progetto porti un concetto di sostenibilità a 360 gradi in quanto mira a rendere l’agricoltura più ecologica e vicina all’ambiente senza però compromettere la produttività e il reddito di chi è chiamato a gestire questo territorio». Per Pedrini tale progetto dimostra dunque che «se si è tutti uniti si possono fare passi avanti importanti. L’importante è che la politica federale e cantonale così come la ricerca coinvolgano la base, perché i cambiamenti imposti dall’alto solitamente creano attriti che difficilmente danno i frutti sperati».

Questo nuovo progetto si affianca a quanto già fa il Cantone per il sostegno del settore, benché – come ha messo in luce Loris Ferrari, capo della Sezione dell’agricoltura – la politica agricola competa principalmente alla Confederazione «che però non può tener conto di tutte le peculiarità del nostro variegato Paese. In Ticino abbiamo degli strumenti specifici che vanno dal servizio della consulenza agricola, agli aiuti per miglioramenti strutturali, dai contributi supplementari di pendenza che sono appena stati raddoppiati, al sostegno a degli studi, fino ai contributi per la promozione agricola che quest’anno sono aumentati dal 50% al 70% per i nostri vini ticinesi».

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