Spettacoli

Festival di Zurigo, Occhio d’oro per Fred Baillif

Il regista romando è stato premiato per ‘La mif’. Riconoscimenti anche per ‘A Chiara’ di Jonas Carpignano e ‘Life of Ivanna’ di Renato Borrayo Serrano

Fred Baillif
(Keystone)
3 ottobre 2021
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‘La Mif’ di Fred Baillif, ‘A Chiara’ di Jonas Carpignano e ‘Life of Ivanna’ di Renato Borrayo Serrano: sono i tre film vincitori di un Occhio d’oro – rispettivamente nei concorsi Focus, Fiction e Documentari – della 17ª edizione dello Zurich film festival che si è chiusa sabato. Il festival, ha dichiarato il direttore artistico Christian Jungen, “ha attirato molte più persone di quanto sperassimo: questo dimostra che il cinema è tornato”.

Il Concorso Focus mette in evidenza i film della Svizzera, della Germania e dell’Austria e, come detto, il principale riconoscimento è andato all’ultimo lavoro del ginevrino Fred Baillif: ‘La Mif’ – premiato anche alla Berlinale e che sarà proiettato, in collaborazione con Castellinaria, anche al Film festival diritti umani di Lugano – è ambientato in una struttura protetta dove una banda di ragazze adolescenti trova una nuova famiglia. Per realizzare il film il regista ha lavorato con le vere residenti di un foyer che hanno aiutato a scrivere la sceneggiatura.

L’Occhio d’oro per la migliore fiction è invece andato al regista italiano Jonas Carpignano – ma a ritirare il premio c’era il padre e produttore Paolo – per ‘A Chiara’, dramma familiare neorealista sulla mafia: la protagonista è una ragazza di 15 anni che scopre che suo padre fa parte della ’ndrangheta calabrese. La giuria presieduta dall’attore e regista Daniel Brühl ha concordato all’unanimità che “questo film ci ha affascinato e commosso allo stesso tempo. Siamo stati travolti dall’interpretazione moderna del tradizionale neorealismo italiano, dall’uso insolito della musica e del sound design e dalle eccellenti performance di Swami Rotolo e della sua famiglia, tutti al loro debutto sul grande schermo”.

Infine, miglior documentario è ‘Life of Ivanna’ di Renato Borrayo Serrano, il ritratto di una forte donna nomade di 26 anni che vive con la sua famiglia nella tundra. La giuria è stata “convinta dalle potenti immagini e dal ritratto intimo e non giudicante di una personalità complessa e coraggiosa”.

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