I dibattiti

Riforma Arp, un percorso condiviso

(Ti-Press)

Tutti noi cittadine e cittadini, direttamente o indirettamente tramite familiari, persone vicine o conoscenti, siamo potenzialmente coinvolti dall’attività delle Autorità regionali di protezione.


Il prossimo 30 ottobre il popolo ticinese è chiamato a esprimersi sul principio della riforma delle Autorità di protezione, con l’istituzione delle nuove Preture di protezione: dei nuovi Tribunali presenti sul territorio, simili alle Preture civili, in sostituzione delle attuali Autorità regionali di protezione che fin dall’Ottocento fanno capo ai Comuni. Un passaggio – quello dell’Autorità di protezione verso un’organizzazione giudiziaria – storico per il Canton Ticino, che coglie in modo del tutto naturale la necessità di adeguare le nostre Istituzioni all’evoluzione della società, con l’obiettivo di migliorare la risposta dello Stato ai nuovi e futuri bisogni della popolazione. E quest’evoluzione passa anche nella composizione di queste Autorità e quindi nelle persone che dovranno decidere, tutelando minori, adulti e anziani che hanno bisogno di protezione, in ragione della loro fragilità. Le future Preture di protezione saranno quindi composte da un maggior numero di specialisti rispetto a oggi, seguendo i dettami del diritto federale. Oltre a giuristi, vi saranno quindi in tutte le nuove Autorità cantonali che lavoreranno uniformemente, dei professionisti con formazione in pedagogia e psicologia, lavoro sociale e provenienti dall’ambito medico. Ogni persona ha la sua storia e a sua tutela, i tre giudici specializzati delle Preture di protezione che decideranno, per esempio, di far gestire il suo patrimonio da terzi, lo faranno considerando le specificità della situazione: perché le Autorità di protezione devono sì intervenire per legge allorquando è necessario, ma non troppo, né troppo poco.


La riforma di queste Autorità è frutto di un percorso condiviso e partecipato, promosso dalla Divisione della giustizia del Dipartimento delle istituzioni negli ultimi sei anni. Un percorso che ha coinvolto i numerosi attori interessati, tra cui in primo luogo coloro che oggi lavorano nelle Autorità regionali di protezione stesse e i rappresentanti dei Comuni competenti per il loro funzionamento, cui va un ringraziamento per l’attività e il ruolo assunti con impegno in un settore così delicato. Un percorso nel corso del quale abbiamo ascoltato enti pubblici e privati, associazioni, curatori e tanti cittadini, sfociato nell’ampia consultazione sul progetto di riforma, organizzata nel 2021 che ha coinvolto oltre 200 attori interessati. Una consultazione che ha permesso di raccogliere e ritenere preziose indicazioni sul progetto e approvata dal Consiglio di Stato il dicembre scorso e, successivamente, nel suo principio, dal Parlamento. Un percorso quindi che abbiamo voluto condividere, visto, come detto, che l’operato di queste importanti Autorità interessa tutti noi.


La votazione popolare del prossimo 30 ottobre rappresenta quindi un passo importante per la nostra società e per le nostre Istituzioni, al fine di sostenere e legittimare le nuove Preture di protezione sancite dalla Costituzione cantonale. Un passo sul quale invito la cittadinanza a volersi esprimere, perché è una riforma che ci riguarda tutti.

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