Atletica

Al Galà dei Castelli mancheranno solo gli spettatori

Nonostante tutte le difficoltà legate al Covid, martedì al Comunale saranno presenti tutti i più forti atleti svizzeri e molti campioni del panorama internazionale

12 settembre 2020
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Martedì è il giorno. Il 15 settembre per gli organizzatori dell'edizione 2020 del Galà dei Castelli non potrà mai essere una data banale. Nel calendario del team che sta dietro un evento messo a dura prova dagli effetti della pandemia e dalle restrizioni ancora in vigore, il 15 settembre manterrà sempre un significato molto profondo e simbolico anche quando il mondo sarà restituito alla propria normalità, oggi ancora solo inseguita. Che il Gal lo si volesse comunque fare, era ormai noto. La volontà degli organizzatori non è mai stata in dubbio. Che si riuscisse a metterlo in piedi, tra protocolli, ostacoli e misure di prevenzione, però, è tutto fuorché scontato. L'operazione è riuscita, martedì ne vedremo il risultato, ma vi è da credere che sarà al solito spettacolare. Peccato che il grande pubblico di appassionati non possa gustarselo dal vivo, ma una diretta televisiva con tutti i crismi sopperirà a questo inconveniente. 

Sulle difficoltà incontrate (e superate) dall'organizzazione torna con la consueta dovizia di particolari Beat Magyar, una delle anime del Galà, impegnato in veste di responsabile della comunicazione, ma non solo. «Partiamo dall'inizio andando a monte della questione - esordisce -. Quando pensi di mettere in piedi un evento che inizialmente devi prevedere senza pubblico, è necessario cambiare completamente la strategia, a livello organizzativo e di comunicazione. Senza pubblico, devi rivedere il tipo di offerta che puoi presentare agli sponsor. Viene meno una grande fetta del valore che la manifestazione ha per chi ti sostiene anche finanziariamente, per chi è solito "accompagnarti". Non si possono vendere biglietti, vengono meno i momenti di incontro, eccetera. Ci siamo visti costretti a rivedere tutto. Di conseguenza, abbiamo investito e spinto parecchio sui media. In particolar modo, è stata determinante la collaborazione che la Rsi ci ha prontamente offerto. Ci hanno spronato a riproporre il meeting, e sono rimasti alla finestra, in attesa di capire chi saremmo stati in grado di invitare. Non appena abbiamo potuto, ci siamo ripresentati presentando loro un Galà che riteniamo di altissimo livello, ottenendo la copertura televisiva in diretta. Non era scontato, perché dipendeva proprio dalla qualità dello spettacolo che saremmo stati in grado di offrire. Ecco perché coltivare e poi mantenere il rapporto stretto con gli sponsor e con i nostri partner, tra i quali il Comune di Bellinzona, è stato fondamentale. Nonostante le incognite che per un po' sono rimaste tali, ci hanno dato fiducia. Di questo non possiamo che ringraziarli. Siamo partiti da qui. Abbiamo "ribaltato" il Comunale, gli spazi sono stati ridefiniti nel pieno rispetto di un protocollo dettagliato che abbiamo sottoposto alle autorità competenti, dalle quali abbiamo ricevuto i complimenti. È stato complicato, ma il risultato è davvero molto soddisfacente».

Cast di valore

«Il riscontro degli sponsor dato ai nostri sforzi è stato davvero notevole. Il cast tecnico è di assoluto valore. Alcune delle nostre gare sono tra le più qualificate al mondo, quest'anno. È su questi presupposti che abbiamo costruito il Galà. Inizialmente, con un budget che non prevedeva il pubblico. Quindi, con un'incognita anche a livello finanziario. Poi c'è stata l'apertura ai 1'000 spettatori, ma abbiamo comunque deciso di offrire qualcosa agli appassionati, senza mettere in vendita tagliandi. Abbiamo optato per una distribuzione gratuita, attraverso i nostri sponsor e una serie di concorsi. Contiamo che 1'000 persone possano contribuire a fare un bell'ambiente all'interno dello stadio».

Diretta tv, come essere allo stadio

«Abbiamo investito tanto, sia noi sia la Rsi, per garantire agli utenti un prodotto di altissimo livello. Per gli appassionati che ci seguiranno alla televisione (Rsi la2 dalle 19.30, ndr) sarà un po' come essere presente allo stadio. Al Comunale saranno operative dodici telecamere, più una mobile per le interviste. La diretta sarà garantita anche dall'emittente romanda. Ci sarà il "livestreaming" anche in lingua tedesca, con un copioso riassunto. Inoltre ci sarà una troupe della televisione di stato olandese che farà un servizio di qualche minuto. Ne siamo orgogliosi, significa che abbiamo lavorato bene, suscitando l'interesse di un movimento, quello olandese, che nell'atletica ha avuto un boom simile a quello della Svizzera che a livello mondiale esporta con successo molti atleti di primissimo livello. Da parte nostra, abbiamo investito nel cronometraggio e nella grafica, per dei risultati in tempo reale. Non sono solo le gare di velocità a essere coperte, bensì anche le gare dei due concorsi. Saranno registrate, se ne potranno trasmettere gli spezzoni a piacimento. Questo garantisce un livello altissimo. Non è come essere allo stadio, ma quasi. Vogliamo offrire ai ticinesi la possibilità di assistere al Galà com se lo vivessero dal vivo. In anno in cui il Ticino può palpitare per Ajla Del Ponte che sta facendo cose strepitose. La ragazza se lo merita. È molto carica, sono convinto che percepirà il calore delle persone che la guardano da casa».

Tutti gli svizzeri più forti. Ma non solo

L'impronta elvetica del Galà è sempre marcata, ma mai come quest'anno la presenza di tutti i migliori atleti rossocrociati è voluta. La loro presenza è alla base stessa del meeting edizione 2020. «Gli sportivi svizzeri sono uno dei motivi principali per il quale abbiamo deciso di organizzarlo comunque, il Galà. Ci sono stati altri meeting in Svizzera in cui l'uno o l'altro atleta ha gareggiato, ma noi li abbiamo tutti a Bellinzona. Abbiamo fatto uno sforzo particolare, quasi superiore a quello degli scorsi anni proprio per la particolarità di questa stagione, perché loro vivono di ingaggi, e tanti sono venuti meno. Per gli atleti è un anno difficilissimo. Dai loro sponsor privati hanno ricevuto quanto pattuito, ma gli ingaggi vengono a mancare. Sono molto felici che sia un Meeting che li raggruppa tutti. A Bellinzona ci sarà il meglio del meglio dell'atletica svizzera. Opposto ad avversari di gran livello».

A proposito delle prime firme del meeting, anche in questo caso non sono mancate le difficoltà, nel reclutare i campioni. «Cambiano continuamente le liste nere dei paesi, i protocolli legati alla quarantena seguiamo a seguire scrupolosamente i protocolli e le norme di prevenzione per essere certi che tutti gli atleti che noi ingaggiamo rispettino a loro volta le direttive e agiscano in sicurezza, una volta a Bellinzona. Abbiamo intensificato i contatti con agenti e manager, ma in realtà non è che ci siano poi tanti meeting, in programma. Sono tutti contenuti in queste due settimane di settembre. Alcuni atleti, a Bellinzona arrivano direttamente da Berlino (gareggiano domani), e poi vanno a Roma (giovedì). Dopo questi appuntamento, per la gran parte degli europei la stagione sarà conclusa. Contemporaneamente al nostro, martedì c'è anche il meeting di Zagabria. Abbiamo concordato le discipline, per non pestarci i piedi. L'organizzatore dell'evento croato è anche un agente di atleti, alcuni dei quali saranno con noi al Comunale. Questo per dire quanto bene abbia funzionato la collaborazione».

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